Conte: «In caso di conflitto armato, la Libia diventerebbe un Paese di partenza delle migrazioni»

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“C’è il serio rischio che si sviluppi una crisi umanitaria, che finirebbe per sfinire una popolazione già provata da otto anni di instabilità. In caso di conflitto armato, potrebbero interrompersi le rotte libiche interne di migranti provenienti da altri Paesi, in particolare dell’Africa subsahariana. Ma da Paese perlopiù di transito, la Libia diventerebbe un Paese di partenza delle migrazioni. Questo metterebbe a dura prova un sistema di accoglienza che non funziona ancora a livello europeo”.

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Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.

“Tutte le nostre unità” ha assicurato il premier “sono impegnate a promuovere la stabilità del Paese svolgendo un ruolo chiave apprezzato universalmente. Ma siamo pronti a intervenire per tutelare la sicurezza”.

Quanto ai rapporti con gli Stati Uniti d’America, Conte ha affermato: “Non c’è nessun disimpegno degli Usa a Tripoli (ritirando il loro contingente in libia, ndr), ma il dossier libico non può essere per Washington una priorità”.

“La nostra posizione di neutralità a Caracas può offrire un contributo per una mediazione tra governo e opposizione e gli Stati Uniti confidano in questo”, ha aggiunto Conte in merito alla crisi in Venezuela.

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, intervistata dal Corriere della Sera, ha ribadito la posizione di Conte: “La situazione libica è in un momento di crisi. È bene che il governo rimanga unito e tutti i ministri si muovano con intelligenza e compostezza”, ha detto.

“Se qualcuno pensa a un intervento militare in Libia, posso già dire che non esiste. Non saranno ripetuti gli errori del passato. E non sosterremo alcun ipotetico impegno di altri Paesi. Questo deve essere molto chiaro. Siamo vigili nel monitorare la sicurezza delle nostre aziende, vigili nel coordinare i nostri uomini a Misurata che con l’ ospedale da campo offrono sostegno importante alla popolazione locale, ma una Libia bis non esiste,” ha aggiunto il ministro.

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1 commento

  1. Di certo non verrebbero i libici, che hanno un reddito pro-capite alto.
    Molto piu’ probabile che qualche calabrese o siciliano cerchi di entrare il Libia clandestinamente.

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