Caso Siri, Centinaio (Lega): ‘Se Conte lo rimuove senza accordo salta contratto, siamo alleati fedeli ma non stupidi’

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Conte-Centinaio
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“Non so se Conte abbia i poteri per mandare via un sottosegretario. Se venisse fatto un decreto per rimuovere Siri senza ascoltare uno dei due contraenti di questo benedetto contratto di governo, questa cosa sarebbe molto grave”.

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Lo ha detto il ministro leghista per le Politiche Agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, ai microfoni di 24 Mattino su Radio24, a proposito del caso del sottosegretario della Lega Armando Siri e sulla possibilità che il Presidente del Consiglia decida di chiederne le dimissioni.

“In quel caso – ha proseguito – verrebbe decisamente meno il contratto di governo” perché “nel momento in cui si mandasse a casa un sottosegretario senza l’avallo della forza politica che lo ha messo, verrebbe meno l’accordo e quindi la fiducia nei confronti di un presidente del Consiglio che non ha interpellato uno dei due contraenti. Che poi sono quelli che lo hanno messo lì”.

“Ricordiamo a tutti – ha sottolineato l’esponente leghista – che il presidente del Consiglio non arriva da Marte, ma è stato scelto da Lega e M5S o da M5S e Lega, a seconda di come la vogliamo interpretare” e “il presidente Conte sa benissimo come stanno le cose perché è anche un giurista, in questo anno di governo ha capito che noi della Lega siamo un alleato fedele ma non stupido” di conseguenza, “penso che Conte, prima di prendere una decisione del genere, dovrebbe almeno sentire il segretario della Lega, cioè Matteo Salvini“.

In una intervista a La Stampa, l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, si è espresso in merito al sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti per la vicenda Siri-Arata: “le sue affermazioni sono un po’ fuori luogo e senza logica, visto che conosco Giorgetti e so che, quando prende qualcuno nel suo staff, non lo fa perché gli viene imposto da qualcuno o richiesto da qualcun altro”.

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1 commento

  1. Siri non è ancora imputato , ha solo ricevuto un avviso di garanzia. Se Conte lo rimuove, contraddice i principi che devono presiedere alla professione di avvocato. Se lo rimuove per opportunità politica, vuol dire che ritiene opportuno irritare la Lega.
    Il che è assurdo.
    Del resto, un sottosegretario senza deleghe non può fare nulla. Se si dimettesse per sdegno verso Toninelli, la sua decisione potrebbe anche aver senso. Dipende da lui.

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