Di Maio: «Noi i corrotti li sbattiamo fuori subito»

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Di-Maio
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“Si può sbagliare anche nel Movimento cinque stelle, ma quando da noi qualcuno sbaglia, lo mettiamo alla porta in trenta secondi. In dieci anni di esistenza del movimento, ce l’abbiamo avuto un caso di corruzione, lo abbiamo sbattuto fuori dopo trenta secondi, l’ho fatto io come capo politico, disiscrivendolo dal movimento: era un consigliere comunale romano. Io pretendo la stessa cosa dalle altre forze politiche, soprattutto se stanno al governo con noi”.

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Così il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, intervenendo durante il comizio a Caltanissetta.

“Se si finisce in una indagine per corruzione legata alla mafia quella persona va in panchina e poi ce la riprendiamo se risulta innocente, non c’è problema,” ha aggiunto.

“Con mafia e corruzione non si scherza. Senza la corruzione dei politici la mafia non c’è. Se vogliamo cominciare a combattere la mafia ci andiamo pure a Corleone, ma prima di tutto cominciamo a combatterla a Roma. Il tema non e’ il litigio ma il motivo per cui si litiga. E se si litiga per difendere le istituzioni continuerò a farlo”, ha affermato Di Maio.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il vicepremier pentastellato ha detto in merito al caso Siri: “Questo attaccamento alla poltrona non lo capisco. Gli abbiamo chiesto un passo indietro. Continui a fare il senatore, non va mica per strada. Parliamo tanto di lotta ai delinquenti e quando un politico è indagato per corruzione stiamo zitti? Eh no, non funziona così. Dove è la coerenza? Certo che Conte dovrebbe spingerlo alle dimissioni. E lo farà, ne sono sicuro”.

Di Maio ha anche avvertito la necessità che la Lega prenda le distanze da Paolo Arata “che avrebbe scritto il programma sull’energia della Lega, che lo propose alla guida dell’Autorità Arera e che, per le inchieste, è il faccendiere di Vito Nicastri, vicino alla mafia”.

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