Pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza, Conte: «Nessun taglio, quelle misure restano intatte»

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«È da escludere qualsiasi taglio a misure di protezione sociale, perché si prefigurano risparmi di spesa. Questo significa che abbiamo accantonato somme che sono sovradimensionate. Quindi nessun taglio, quelle misure restano intatte»,

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Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Quota 100 e reddito di cittadinanza.

Il premier ha anche fatto sapere che «non c’è un rinvio del Cdm. Non era stata fissata nessuna data non perché non siamo riusciti a conciliare un appuntamento questa settimana. Ragionevolmente sarà all’inizio della prossima settimana».

Ieri anche il vicepremier 5Stelle, Luigi Di Maio, ha assicurato: «Quota 100 non si tocca e, sia chiaro, le pensioni degli italiani non si toccano».

«Noi siamo persone serie, l’Italia è un paese serio, che rispetta la parola data. Quindi andremo in Europa e ci metteremo seduti al tavolo con responsabilità, non per distruggere, ma per costruire. Però è molto seccante che ogni giorno si trovi un motivo diverso per parlare male dell’Italia e di questo governo.» ha scritto Di Maio su Facebook «Sono anni che diamo senza ricevere, o che riceviamo meno di quanto ci spetterebbe, anni che siamo totalmente ignorati sulla questione migranti, ad esempio. Ci lasciano tutto il peso e, come se non bastasse, poi ci fanno pure la morale. Così non va bene, così è troppo facile».

“Ora si parla tanto di questa possibile procedura di infrazione e sapete cosa riguarda? Riguarda il debito prodotto dal Partito Democratico nel 2017 e 2018. Noi la prendiamo seriamente, ma non possiamo fare finta di non sapere che ci sono Paesi europei che in questi anni, per risollevare la loro economia, hanno fatto molto più deficit di quanto consentito dai Trattati. E non sono andati incontro a nessuna sanzione,» ha spiegato il leader 5Stelle.

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1 commento

  1. Si è capito benissimo che la missiva UE non riguarda solo il deficit-debito ma i fondi destinati ai provvedimenti caratterizzanti del Governo. È un rilievo politico camuffato da rilievo economico. I banchieri vogliono che il denaro pubblico sia destinato dal Governo ai prenditori (che non a caso sono i migliori sostenitori anche attraverso i loro giornali) e non al popolo. È politica liberale camuffata da economia.

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