La riflessione di Gianluigi Paragone su Libra, la nuova moneta di Facebook

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“Era il 18 febbraio 2017 e Mr.Facebook leggeva una lettera, molto lunga, per un mondo migliore. Il manifesto di Zuckerberg diceva: “Dobbiamo creare una comunità globale che vada bene per tutti”.

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Inizia così la diretta Facebook del senatore del Movimento 5 stelle Gianluigi Paragone.

“Siamo arrivati al giugno 2019 e Facebook sorprende tutti con una propria moneta – continua Paragone -, e mentre noi siamo ancorati alle riflessioni sulle riforme del Mes (meccanismo europeo di stabilità), sui mini-bot, sull’euro , sulle regole dell’eurozona, dell’europa, sul messaggio di draghi – che oggi ha strizzato nuovamente l’occhio a un nuovo quantitative easing -, insomma, mentre noi siamo impegnati a discutere di questo che fa parte dell’architettura dell’unione europea e sopratutto dell’area euro, ecco che il governatore di uno stato che è un ‘non stato’ ovvero di uno stato che esiste solo nella virtualità, tale mister Facebook annuncia la propria moneta”.

Paragone spiega che la mossa di Zuckerberg “Rilancia così tutto il mercato delle cripto valute, lanciando di fatto anche una nuova versione di questo mercato e lo fa all’interno di un progetto che ha un nome per noi familiare ‘Libra’, un suono che rimanda alla vecchia lira, moneta che abbiamo schernito, deriso e umiliato”.

“Nel consorzio del progetto libra – illustra il senatore- trovi Visa, Paypal, Uber, banche d’affari come Blackrock etc. Queste aziende sono tra l’altro i grandi azionisti di Facebook”.

Paragone ci informa perché pensa che valga “la pena conoscere questi nuovi mondi che sono sempre più avanti rispetto al dibattito politico che cerca di normare tutto il resto”.

“Lo dico – conclude il Pentastellato – anche alla luce delle dichiarazioni di Tria rispetto ai minibot, lo dico anche alla vigilia dell’informativa che terrà domani il premier Conte prima alla camera e poi al senato”.

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3 Commenti

  1. Certo, Tria fa la voce grossa in tv, spalleggiato dall’Ue ma quando dovrà
    competere con colossi come Facebook sarà costretto ad abbassare la cresta. Forti coi deboli e deboli con i forti.

  2. È quello che già avviene sulle tasse, si dice che non si possono ridurre (flat tax) perché non ci sono soldi (solita scusa) oppure si minaccia di mandare in galera gli evasori o gli si blocca l’auto per pochi euro ma nessuno (fa) può nulla contro la quotidiana milionaria evasione fiscale di Facebook, Google, Booking e Amazon. I cittadini devono coprire i buchi lasciati dalle multinazionali, con la complicità burocrati Ue tanto vicini ai lobbysti.

  3. Facebook si dichiarerà tra un po’ libera repubblica indipendente, anche se è monarchia assoluta con il suo re Zuckerberg I°. Già da ora non paga le tasse e stampa moneta.

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