Intercettazioni, Salvini: ‘In galera chi fa uscire dalle procure quelle sulla vita privata e chi le pubblica sui giornali’

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In occasione del Festival del Lavoro a Milano, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha parlato della necessità di “una seria e definitiva riforma della magistratura”.

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Secondo il Ministro, bisognerebbe prevedere la galera per chi fa uscire le intercettazioni sulla “vita privata” dalle procure e chi “le pubblica sui giornali”.

Se nella pubblicazione “ci sono aspetti che riguardano la vita privata che escono dalla Procura e finiscono in edicola, dovrebbe finire in galera sia chi le fa uscire dalla Procura sia chi le pubblica sui giornali” perché, ha spiegato il leader della Lega, “non è civile che i giornali siano pieni di pezzi di intercettazioni senza nessuna rilevanza penale. È una cosa da quarto mondo. Se ci sono cose che riguardano processi e reati è giusto che li si legga”.

E in riferimento al caso delle nomine al Csm, ha sottolineato la necessità di “una seria e definitiva riforma della magistratura. Non ci devono essere poteri che, anche se indipendenti, se sbagliano non pagano” ma la riforma deve esserci “a prescindere da quanto avvenuto al Csm”.

“Lotti è politicamente lontanissimo da me – ha detto ancora Salvini – ma con una magistratura divisa per correnti che decide nomine e posti fino a ieri come decidevano?”.

Ugualmente durante il programma di Rai Radio1 In Viva Voce il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede rispondendo a Salvini ha ribadito che “magistratura e politica devono essere separati. Un magistrato che entra in politica deve abbandonare la magistratura” e sul tema delle intercettazioni, Bonafede ha osservato che “le intercettazioni rimangono uno strumento fondamentale per le indagini e hanno reso possibile la conoscenza di scandali. Io non posso portare indietro le lancette della storia. In passato il tema della privacy è stato usato dalla politica per tutelare se stessa”.

Il vicepremier poi ha detto che “servono tempi certi per sentenze, per indagini preliminari, non processi a vita: io ti do un anno, se trovi elementi mi mandi a processo, altrimenti sono libero” perché “non ci possono essere italiani sotto processo a vita” e poi aggiunto che “se fai il magistrato e poi fai la politica, allora ti dimetti definitivamente dalla magistratura, non fai più il magistrato”.

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2 Commenti

  1. Il problema è serio e va discusso. Bonafede non può ostinarsi a difendere a oltranza il suo sistema dei Troyan anche per quel che riguarda la pubblicazione delle intercettazioni. Se il malware registra tutto del sospettato, anche o momenti più intimi e personali bisogna necessariamente porre un limite a quello che può essere dato in pasto ai giornali amici e quello che no. Anche perché ovviamente la stampa pubblica quello che vuole nel modo che vuole.

  2. MA SIG.MINISTRO LEI PENSI HA TOGLIERE I LADRI E GLI SPACCIATORI DAI QUARTIERI,NON FACCIA IL TUTTOLOGO PERCHÉ NON È IN GRADO.CERTO ADESSO LEI SI SENTE GIÀ PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:LE AUGURO DI DIVENTARLO SE CI TIENE.PER ADESSO TUTTE LE SUE PROMESSE SUI POVERI MIGRANTI CHE COMUNQUE CONTINUANO HA SBARCARE E NON ESPELLE NESSUNO SONO FALSE.I GIORNALISTI DI CUI LEI FA PARTE SONO GUIDATI DA EDITORI POTENTI:SECONDO LEI COSA POSSONO FARE?GUARDI I 5S COMPRESO COMUNQUE IL SUO PARTITO CON QUALCHE DIFFICOLTÀ QUANTE COSE BELLE HANNO FATTO PER GLI ITALIANI. MERITO DI TUTTO IL GOVERNO NON SUO E BASTA.

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