Possibile voto a settembre? I renziani temono i tagli di Zingaretti, Forza Italia teme i sondaggi

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Tanto alla Camera quanto al Senato si teme un voto a settembre, ma il 20 luglio è il termine massimo, dopo infatti non ci saranno più i tempi tecnici per tornare alle urne.

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Il leader della Lega Matteo Salvini – come racconta La Notizia Giornale – ha finora promesso fedeltà per altri quattro anni, ma con un’avvertenza: “se dovessi passare le prossime settimane a sentirmi dire solo ‘no’, ne dovrei trarre le conseguenze”.

In realtà, i ministri esponenti della Lega e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti premono affinché l’allenza con i 5 Stelle si esaurisca quanto prima, così come i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana, interessati all’Autonomia differenziata.

La Lega registra sicuramente dei risultati molto favorevoli nei sondaggi che infatti la danno in crescita, per cui non avrebbe grossi problemi se si tornasse al voto, ma Salvini ha rivelato ai suoi ministri, che teme un governissimo, per questo vuole mantenere fede al contratto di governo.

Forza Italia è impegnata nella riorganizzazione interna, infatti il leader Silvio Berlusconi ha nominato commissario a tempo del partito, Giovanni Toti, insieme con Mara Carfagna, ma sottolineando che i due si muoveranno “in base alle mie indicazioni”.

Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, secondo i sondaggi ha raggiunto gli azzurri, e si sta avvicinando ad un sorpasso, e Zingaretti non avrebbe grossi problemi di fronte all’eventualità di elezioni anticipate, anzi ridimensionerebbe la presenza nelle Camere degli uomini vicini a Renzi.

I partiti minori, come LeU, temono il voto anticipato anche perché molti esponenti sono al primo mandato, quindi rischierebbero di non maturare il vitalizio, inoltre la nuova legge del Movimento cinque stelle prevede il taglio del numero dei parlamentari: il numero di senatori scenderà da 315 a 200 e quello dei deputati da 630 a 400.

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1 commento

  1. Giorgetti, Zaia e Fontana la squadra italiana delle olimpiadi invernali, il vecchio che resiste in nome degli affari in Comune.

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