M5S: ‘Ecco cosa scriveva la Stampa sul sistema criminale che faceva affari sulla pelle dei bambini a Reggio Emilia’

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“Ecco cosa scriveva la Stampa sul sistema criminale che faceva affari sulla pelle dei bambini. Quello del PD in Emilia era definito un modello. Loro ‘facevano rete’, dicevano. Ore di intensi ‘lavaggi del cervello’, impulsi elettrici, bambini allontanati dalle famiglie. Che schifo!”.

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Così il Movimento 5 Stelle ha commentato un articolo de La Stampa, dal titolo “Un bambino su dieci molestato dai pedofili: ‘Allo Stato non importa’”.

“Delrio è stato 10 anni sindaco di Reggio Emilia, non ha nulla da dire?” hanno aggiunto i pentastellati.

In particolare, i 5 Stelle hanno fatto riferimento a questo passo dell’articolo:

“C’è un posto in Italia dove la lotta alla pedofilia è una priorità assoluta. E i risultati si vedono. È un fazzoletto di terra in provincia di Reggio Emilia dove gli otto comuni della Val d’Enza – 62mila abitanti, 12mila minorenni, 1900 in carico ai servizi, 31 seguiti per abusi sessuali – hanno costituito un’Unione guidata dal sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, per tutelare i minori. E magari cambiare anche la testa di chi non vede il problema. ‘Abbiamo fatto rete e lavoriamo con operatori specializzati capaci di dare risposte rapide. La variabile tempo è decisiva’, dice Carletti. È seduto di fianco al medico legale Maria Stella D’Andrea e all’assistente sociale Federica Anghinolfi. ‘Noi la volontà politica l’abbiamo avuta. E nonostante i tagli abbiamo anche trovato i soldi’. Come li hanno spesi? Facendo formazione sugli operatori per renderli in grado di leggere in anticipo i segnali di malessere, spesso aspecifici, dei bambini, rivalutando la figura dell’assistente sociale, lavorando con gli ospedali e con le scuole e appoggiando in modo esplicito le vittime della violenza”.

E ancora: “Ad esempio costituendosi parte civile in un processo contro una madre che faceva prostituire la figlia dodicenne. Favoloso. Ma i soldi? ‘Abbiamo cercato di ricorrere meno alle comunità (che pure sono fondamentali) dove per seguire un bambino servono 50mila euro l’anno. E abbiamo incentivato il ricorso agli affidi, che costano molto meno’. Le idee. Un piano capillare. La professionalità degli operatori. ‘Per noi è decisiva la riumanizzazione delle vittime. E per questo servono empatia e competenze specifiche. Ma sa quanti sono i corsi di laurea, a medicina o a psicologia, che prevedono la materia: ‘vittime di violenza’? Zero’, dice Maria Stella D’Andrea, che chiede al governo interventi non solo teorici”.

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4 Commenti

  1. Da mettere sotto i riflettori delle indagini tutto l’oliato sistema del welfare piddino che copre bene con la retorica i suoi affari. L’affido familiare è solo un ramo del businnes. Ma in questo caso non sarebbe stato possibile senza la distrazione del Tribunale dei Minori.

  2. Spero che la vicenda insegni a non credere più alla narrazione piddina. Anche quando dicono di voler accogliere i migranti lo fanno pensando al loro lucroso businnes dei centri di accoglienza o degli Sprar o dei Cas.

  3. I bambini vengono tolti ai genitori per alimentare il circuito delle case famiglia.
    Non è possibile credere che i Giudici del Tribunale dei Minori non ne abbiano saputo mai nulla.

  4. Bisognerebbe esaminare bene anche l’attività dei servizi sociali dell’Assessorato al Welfare del Comune di Bari che in accordo con il locale Tribunale dei Minori hanno attualmente in carico presso le strutture e i diversi progetti familiari circa 1.100 minori: 450 minori a rischio devianza ospiti dei Centri diurni in tutta la città, ai quali si aggiungono 190 minori all’interno delle comunità, 70 in affido e altri 400 ospiti dei Centri servizi per le Famiglie diffusi sul territorio, specie nei quartieri periferici. Numeri enormi o meglio abnormi.

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