Fatture false, l’ex socio dei Renzi Dagostino: ‘Ho subito la sudditanza psicologica perché i coniugi erano i genitori del premier’

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Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono stati messi in una brutta posizione dal ‘Re degli outlet’ Luigi Dagostino.

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Nel corso dell’ultima udienza del processo sulle fatture false, Dagostino ha confermato la tesi difensiva portata avanti sin dall’inizio, ovvero quella che non avrebbe contestato quelle ricevute da 160mila euro per una sorta di sudditanza psicologica verso i genitori dell’ex premier Matteo Renzi.

L’imprenditore incaricò le società Party ed Eventi 6, società con a capo i Renzi, di studi di fattibilità per lavori all’outlet. Le fatture sono considerate false dalla Procura perchè non corrisponderebbero a prestazioni realmente effettuate. Le fatture contestate sono due: una da 20mila e l’altra da 140mila. Secondo i pm sarebbero state messe in piedi da Renzi senior e da sua moglie per agevolare un sistema ideato proprio dall’imprenditore Dagostino per frodare il fisco.

“Quando ho visto l’importo delle fatture sono rimasto perplesso, ma i coniugi Renzi erano i genitori del presidente del Consiglio, ho subito la sudditanza psicologica e non ho contestato niente”, ha dichiarato l’imprenditore. Tiziano Renzi, non presente in aula, nella memoria difensiva ha dichiarato: “Ho sempre lavorato e dato lavoro: non ho avuto bisogno di avere il figlio premier per farlo. Sono tutte fatture vere”. E poi ha aggiunto: “Se è un reato chiamarsi Renzi allora sono colpevole”. La sentenza di primo grado è prevista per il 7 ottobre 2019.

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1 commento

  1. “Se è un reato chiamarsi Renzi allora sono colpevole”, battuta da film, preparata prima e voluta per fare effetto ma brutta e indecente lo stesso. Diciamo da “Padrino”.

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