Milano, fuoco e rivolta in un centro accoglienza: sette arresti

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Fuoco e rivolta. Questa è la sintesi di quanto accaduto ieri nel centro di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo nella periferia est di Milano.

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Il tutto è iniziato intorno alle 14.30 quando una volante della polizia di passaggio ha notato del fumo uscire dal tetto della struttura. Accortisi dell’incendio, hanno allertato i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano.

Le fiamme pare siano state causate da un cortocircuito di una ciabatta, il fuoco si è poi esteso ad alcuni oggetti tra cui un materasso. Nella stanza presa d’assedio dalle fiamme si trovava un ragazzo di 19 anni.

All’arrivo dei Vigili del Fuoco, due giovani stavano cercando di tirare fuori il 19enne, ma appena i vigili hanno preso in mano la situazione per salvare il ragazzo bloccato tra le fiamme, uno degli ospiti avrebbe lanciato un mattone contro il camion dei vigili del fuoco.

L’uomo è stato immediatamente bloccato dagli agenti della questura e ristretto in macchina. A quel punto, la volante è stata circondata da una trentina di migranti che – da quanto emerge dalle ricostruzioni della questura – hanno cercato di dargli man forte.

Sul posto sono arrivate altre volanti della polizia e i carabinieri del nucleo radiomobile, pronti a fronteggiare una situazione carica di tensione. Le forze dell’ordine sono riuscite a ristabilire l’ordine: sette persone sono state accompagnate in questura e arrestate per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Salvo il 19enne, accompagnato in codice giallo al Niguarda insieme a un altro, altre sei persone invece sono state trasportate in codice giallo e verde al pronto soccorso perché intossicate, mentre oltre una trentina sono state visitate sul posto. Feriti anche i primi due agenti intervenuti in via Aquila: uno ha riportato una frattura al dito, l’altro una distorsione alla mano destra.

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