Travaglio: «Conte premier? Per Di Maio non è un sacrificio facile»

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Marco Travaglio nel suo editoriale di oggi si occupa della trattativa tra M5S e Pd per la formazione del nuovo esecutivo.

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Finora a imporre alcuni veti e diktat è stato Zingaretti, spiega il giornalista:

«Conte no (veto), via i decreti Sicurezza (diktat), no al taglio dei parlamentari (diktat, poi caduto). Il M5S è stato ambiguo, non sbarrando le porte alla Lega (almeno pubblicamente: in realtà quel forno è chiuso perché non ha più i voti dei gruppi parlamentari). Ma non ha posto né veti su ministri Pd né diktat su cose da fare o non fare. Come il Pd, ha esposto il suo programma. E, da partito di maggioranza relativa, ha indicato il suo premier: Conte».

La riconferma di Conte come premier – secondo Travaglio – è «una scelta che, se fosse mantenuta e accettata, farebbe onore al Pd, ma anche a Di Maio. Che, come Fico, ha resistito alle profferte di premiership».

Di Maio – fa notare Travaglio «l’anno scorso rinunciò per non baciare i tacchi a B. come pretendeva Salvini; stavolta perché pensa che Conte sia più adatto a quel ruolo, che meriti la riconferma e che giovi alla compattezza del Movimento. Non è un sacrificio facile, né usuale. Se le cose andassero in questa direzione, si potrebbe persino dire che non tutti i politici – nel M5S e pure nel Pd – pensano solo alla poltrona».

Leggi l’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano…

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6 Commenti

  1. La situazione politica italiana non è per niente chiara e tanto meno aiuta a chiarirla questo confusionario editoriale di Travaglio che, come i precedenti, serve solo a promuovere i suoi candidati, con la scusa di dar conto dei fatti.
    Sino a ieri c’era Cantone in pole. Oggi invece per Travaglio Di Maio dovrebbe farsi da parte a favore di Conte.
    Il sole estivo è forte e sortisce strani effetti anche alle menti più lucide.

  2. Travaglio e Gomez sul Fatto Quotidiano stanno premendo a più non posso su Conte premier, a costo di travisare fatti e dichiarazioni degli interessati.
    Il tentativo di far passare per notizia il loro impegno a favore di questa soluzione è penoso. Non si tratta di giornalismo ma di attivismo camuffato e pure male.

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