46 franchi tiratori PD salvano dagli arresti il deputato Fi Sozzani. Prima azione di guerra di Renzi contro il governo

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A distanza di solo due giorni dall’insediamento al completo del governo Conte Bis, arriva la prima azione renziana di guerra aperta (mascherata dal voto segreto) alla maggioranza di governo.

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La Camera dei Deputati, con voto segreto, ha negato gli arresti richiesti dalla magistratura per il deputato di Forza Italia Diego Sozzani.

Ci sono state due votazioni sul caso Sozzani.

La prima votazione riguardava l’uso delle intercettazioni, che è stato negato, con 352 voti a favore del diniego.

Nei 352 voti contrari all’uso delle intercettazioni, c’erano non solo i voti delle opposizioni (FI, FdI e Lega) ma anche i voti del PD, che era dichiaratamente contrario all’uso delle intercettazioni.

I 187 voti contrari al diniego e quindi favorevoli all’uso delle intercettazioni, erano quindi sicuramente in larghissima parte, per non dire tutti, voti del M5S.

Con la seconda votazione la Camera si doveva esprimere sulla richiesta di arresto (domiciliare) di Sozzani da parte della magistratura. In questa seconda votazione la posizione ufficiale del PD era ufficialmente a favore all’arresto e quindi avrebbe dovuto votare (nel segreto) come il M5S.

Quindi, contrariamente alla prima votazione, i voti di PD e 5Stelle si sarebbero dovuti sommare.

L’esito di questa seconda votazione – per alcuni né sorprendente né inaspettato – è stato di soli 235 voti a favore dell’arresto e di 309 voti contrari.

Il risultato del voto risulta quindi diverso dalla somma dei voti dei 5Stelle e di quelli del PD (secondo le dichiarazioni ufficiali) che si sarebbero dovuti esprimere a favore degli arresti domiciliari di Sozzani. Infatti i 187 voti 5S, come risulta dalla prima votazione, a favore dell’uso delle intercettazioni, si sarebbero dovuti sommare ai 94 voti dei deputati PD presenti e votanti, e quindi la somma dei voti a favore dell’arresto di Sozzani sarebbe dovuta essere di 281 (187+94) e non di 235. Mancano quindi 46 voti rispetto a quelli che sarebbero dovuti essere secondo le dichiarazioni ufficiali.

La controprova numerica si ricava in questa maniera: se si sottraessero ai 235 voti favorevoli all’arresto (somma dei voti 5S e PD) i 187 favorevoli all’uso delle intercettazioni espressi nella prima votazione – sicuramente tutti 5S – si ottiene il numero di 48 deputati PD che hanno votato a favore dell’arresto; se poi ai 94 deputati del PD presenti e votanti nelle votazioni di oggi si sottraessero i 48 favorevoli all’arresto si ottiene che i voti mancanti son sempre 46.

Che sono quindi esattamente il numero dei franchi tiratori PD – 46 – che non hanno votato insieme ai loro colleghi del PD e ai deputati 5Stelle a favore dell’arresto di Sozzani, ma che invece hanno unito i loro voti a quelli del centrodestra, contrari all’arresto.

Da dove vengono i franchi tiratori PD?

Nessuno può avanzare seriamente dubbio alcuno che essi provengano dalla falange pd-renziana alla Camera, che quindi risulta composta da almeno 46 deputati, ben superiori ai 26 dichiaratisi ufficialmente.

Evidentemente ci sono almeno altri 20 deputati renziani sotto copertura che stano dentro il PD per lavorarlo ai fianchi in combinata con quelli che ne sono usciti.

Il PD del povero Zingaretti e dell’ambiguo Franceschini, si trova in mezzo alla tenaglia dei renziani ufficialmente fuori del PD e di quelli che agiscono sotto copertura dentro il PD.

È facile prevedere che il PD sarà sfibrato da questo gioco a tenaglia e che alla fine sarà smembrato, polverizzato, proiettando all’esterno l’immagine di un partito in disfacimento consumato dalle lotte intestine, cui farà da contraltare la forza ordinata e in ascesa del nuovo partito di Renzi.

Gli elettori dell’attuale PD saranno posti di fronte alla scelta di restare in un partito diviso, inconcludente e senza futuro, di vetero-sinistra alla D’Alema e Bersani, una sorta di LeU forse più grande, e un partito nuovo, presentato in ascesa, di centrosinistra moderato, con parole d’ordine chiare.

Ovvio quindi che del progettato disfacimento del PD e ormai già in fase operativa, ne approfitterà chi lo ha concepito e studiato a tavolino, e cioè quel senatore di Firenze che non vede l’ora di consumare la vendetta riducendo il PD a un tappeto dove pulirsi le scarpe.

Quindi, inutile negarlo, la prima uscita in Parlamento segna già allarme rosso per la maggioranza di governo a distanza di appena due giorni dal completamento della squadra di governo con vice ministri e sottosegretari.

Solo apparentemente è il primo inciampo per il governo Conte Bis.

In effetti è qualcosa di molto più grave.

È il segnale chiaro e forte che il governo sarà sempre sotto schiaffo, tenuto in continua fibrillazione, sottoposto al fuoco amico delle truppe renziane che sono già trasmigrate nel partito nuovo e ufficiale di Renzi e di quelle rimaste sotto copertura dentro il PD ma che perseguono lo stesso obbiettivo di sgretolare il PD, fiaccare il governo logorandolo dal di dentro, facendolo apparire come un incidente di percorso e destinato a durare lo spazio di settimane.

È la prima azione di aperta (schermata dal voto segreto) guerra di Renzi contro il governo.

Solo la prima di una lunga serie, fino a quando deciderà lui.

Non sarà guerra solo durante i voti segreti, ma su ogni materia divisiva, opportuna per marcare la propria identità politica, differenziarsi dagli altri, fare insomma già campagna elettorale.

Un’azione di logoramento che non darà tregua al governo.

Inoltre questa è anche la prima prova di un’alleanza di fatto tra Renzi e centrodestra.

È un primo test numerico – riuscito – per verificare sul campo i numeri che hanno oggi alla Camera – posto che i numeri del Senato già oggi non lasciano scampo – i quali col tempo saranno ben più superiori, secondo le loro, forse non irragionevoli, aspettative.

Infatti quanto è successo oggi con il voto sull’arresto di Sozzani, è la prova numerica che insieme Renzi e centrodestra avrebbero già i numeri non solo per far saltare il governo ma anche per andare alle elezioni.

Quindi l’allarme rosso è più che giustificato.

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2 Commenti

  1. Ma dopo un voto segreto su che basi dite queste stronzate? E se i 46 franchi tiratori fossero tutti M5S????
    Ma che cazzo ne sapete voi?

    State diventando un sito di pagliacci! Buffoni!

  2. MARCO lei è un buffone ignorante. Non so se è leghista ma poco interessa. Lei su che base infanga i 5s gli unici abbastanza seri sul buttare fuori i politici corrotti .Se secondo lei è un sito di pagliacci vada nei suoi siti leghisti o piduista.Poi non si offenda perché l’italia va male per la troppa ignoranza politica. I voti non devono essere segreti per politici ,almeno sappiamo chi sono i mercenari con12mila euro al mese.

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