Elon Musk e la via delle stelle

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Diciamocela tutta. L’impresa della conquista della Luna è stata una epopea meravigliosa ma il Lem (Lunar eagle module), cioè il modulo di allunaggio, non ha mai soddisfatto l’immaginario estetico di nessuno.

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Sembrava un trabiccolo, un ragno, una struttura da cantiere ma non il mezzo che avrebbe permesso ad Armstrong ed Aldrin di raggiungere la Luna.

Guardando invece il bellissimo profilo dello stadio superiore del razzo di SpaceX di Elon Musk si ha un ritorno alle spettacolari immagini che campeggiavano sulle coloratissime copertine degli Urania degli anni ’50 e ’60 dello scorso secolo, quando la conquista di quello che allora si chiamava lo “spazio esterno” era data per imminente per il nuovo millennio.

Anche l’estetica vuole la sua parte ed anche la logica che ogni lettore di romanzi di fantascienza si costruisce inevitabilmente nella sua mente.

Lo SpaceX atterrerà utilizzando i suoi stessi motori in modo frenante e non come lo Space Shuttle che in definitiva era un grosso aereo.

Finalmente l’archetipo di tanti diviene realtà: un razzo meraviglioso e lucente che sembra uscito da un romanzo di fantascienza farà quello che deve fare e cioè atterrare con i suoi motori.

E tutto questo grazie all’ingegno tecnologico e all’impegno della scienza.

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