The Ocean Cleanup funziona: la macchina per pulire gli oceani sta raccogliendo plastica nel Pacifico

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Il progetto “The Ocean Cleanup” lanciato ormai 7 anni fa, ha ottenuto i suoi primi risultati.

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A rivelarlo è stato il suo inventore Boyan Slat, giovane olandese che nel 2012, con 35 milioni di dollari, diede vita all’organizzazione no-profit per raccogliere la plastica dai mari.

E finalmente, la barriera galleggiante “System 001/B” progettata per rastrellare rifiuti nel Pacifico spinta dall’azione delle correnti, sta funzionando.

Si tratta di un sistema di tubi che, sfruttando il flusso delle maree e delle correnti, raccolgono la plastica senza l’ausilio di motori o di personale. Sono stati raccolti detriti di ogni genere: reti da pesca, ruote di automobili, e anche minuscoli frammenti di plastica dalle dimensioni di 1 millimetro, rifiuti che rappresentano un vero pericolo per l’ecosistema marino.

Mercoledì, l’organizzazione olandese ha emesso un comunicato con cui ha annunciato l’esito positivo della raccolta, infatti nel primo tentativo la barriera non era riuscita a raccogliere rifiuti perché il suo movimento, determinato dalle correnti marine, era solidale con quello dei rifiuti stessi.

Per risolvere il problema, il nuovo prototipo è stato dotato di un’ancora galleggiante che consente di intrappolare i rifiuti che si muovono più velocemente. 

“Dopo aver iniziato questo viaggio sette anni fa, questo primo anno di test indica fortemente che la nostra visione è raggiungibile e che l’inizio della nostra missione di liberare gli oceani dai rifiuti di plastica è a portata di mano”, ha dichiarato il fondatore di Ocean Cleanup.

Nel 2015 il suo progetto venne inserito da Time tra le migliori dell’anno, e la rivista Forbes lo ha inserito tra gli Under 30 più brillanti del mondo.

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