Elisabetta Zamparutti non riconfermata a Strasburgo si lamenta dei Cinque Stelle

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Elisabetta Zamparutti del partito Radicale Transnazionale non è stata riconfermata come membro uscente del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa (Cpt) dal governo italiano.

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L’ex deputata si lamenta sul quotidiano (iper)garantista del Dubbio per la mancata riconferma come se dovesse essere un atto dovuto, il che evidentemente non è e non può essere.

La radicale se la prende particolarmente con i Cinque Stelle che a suo dire l’avrebbero “punita” per le sue battaglie per l’abolizione dell’ergastolo ostativo che ha visto l’Italia soccombente nella cosiddetta sentenza Viola.

La Zamparutti ha dichiarato:

“Il successo della sentenza Viola contro Italia e la visita ad hoc del Cpt quest’anno sul 41 bis e l’isolamento è certamente qualche cosa di insopportabile rispetto alle politiche di questo governo, in particolare della sua componente cinquestelle, come insopportabili sono le lotte e la visione radicale, nonviolenta e liberale. Lo abbiamo visto su Radio Radicale, lo vediamo oggi sulla mia cancellazione dal Cpt con il voto che c’è stato il 9 ottobre al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa dove 20 Paesi hanno votato a mio favore e 25 contro”.

La rielezione -lo ribadiamo- non è un fatto scontato e se ci sono visioni diverse in tema di giustizia, come in questo caso, non avrebbe alcun senso andare contro i propri convincimenti riconfermando chi la pensa agli antipodi.

Ad una cultrice della non violenza e della democrazia tutto questo dovrebbe apparire chiaro.

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