Salvini contro Grillo: “Togliere il voto agli anziani? Mamma che volgarità, che schifo”

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“Poi arriva lo scemo di Grillo che dice di togliere il voto agli anziani. Magari lo togliamo a chi è stato condannato in via definitiva. Nei sai qualcosa? Poi cosa facciamo? Sterminiamoli, cancelliamoli. Mamma che volgarità, che schifo”.

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Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, da piazza San Giovanni a Roma in vista della manifestazione del centrodestra che si terrà sabato pomeriggio.

Salvini fa riferimento a quanto affermato da Grillo in un post sul suo blog intitolato “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?” nel quale si legge:

“In un mondo sempre più anziano, esperti, studiosi e politici propongono di abbassare l’età del voto (così come proposi anni fa), ma cosa dovrebbero fare le democrazie quando gli interessi degli anziani sembrano essere in contrasto con gli interessi delle giovani generazioni?”.

Si tratta – spiega Grillo – di “una proposta, già ampiamente discussa dal filosofo ed economista belga, Philippe Van Parijs – nonché tra i più grandi sostenitori del reddito universale – potrebbe essere quella di privare il diritto di voto agli anziani, ovvero eliminare il diritto di voto ad una certa età (oppure dare ai genitori voti per procura per ciascuno dei loro figli a carico). E’ questa la teoria per una democrazia più efficace quale garanzia di giustizia sociale del professor Van Parijs, in un articolo della rivista accademica Philosophy and Public Affairs, che ai più potrà sembrare drastica, ingiusta e insensata”.

“L’idea” scrive ancora Grillo “nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani, e molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche. In tal caso, i loro voti dovrebbero essere eliminati del tutto, per garantire che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale. Gli elettori sono, in larga misura, guidati dal proprio interesse personale, e l’affluenza relativamente bassa degli elettori più giovani può essere in parte causata dal sentirsi alienati da un sistema politico gestito da persone che non considerano della loro stessa natura”.

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