Prodi: “Attenzione che la democrazia diretta è fortemente rischiosa”

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“Attenzione che la democrazia diretta è fortemente rischiosa. Ho idee ben precise, ci ho meditato a lungo, il vero problema, vedete, è che in tutto il mondo ci si sta indirizzando verso quella che io chiamo una delega di autorità”.

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Lo ha detto Romano Prodi al ‘Festival del sarà’ a Bologna, a margine della sua relazione sulle vie della seta, economia, attrattività e sviluppo lungo la rotta cinese.

“A volte viene fatta attraverso una democrazia tradizionale, a volte attraverso la democrazia rappresentativa, ma il vero grande rischio non è lo strumento che si usa in democrazia ma il fatto che sembriamo stanchi di un processo democratico, allora dalle Filippine fino al Brasile si ha questa delega verso l’alto e non va mica bene,” ha affermato l’ex premier commentando l’argomento in programma oggi al Festival, “Rappresentativa vs diretta – La sfida della democrazia del XXI secolo”. A questo confronto hanno partecipato: Virginio Merola, primo cittadino di Bologna, il senatore Pier Ferdinando Casini, il politologo Angelo Panebianco, il costituzionalista Marco Olivetti, Roberto Gravina, sindaco di Campobasso, la giornalista Silvia Sciorilli Borrelli, il professor Gianluca Sgueo e il direttore di Quotidiano Nazionale Michele Brambilla.

Nel suo intervento Prodi ha anche parlato di Mario Draghi: “È stato importantissimo. Tanto è vero che la Banca centrale europea è diventata il punto di riferimento e il punto di continuità della politica europea in questi anni,” ha detto.

E ancora: “Se abbiamo superato una gravissima crisi, pur con politiche frammentate lo dobbiamo certo all’azione unitaria della Banca centrale europea”.

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