Caso Barr, Travaglio: «Gli unici sbugiardati sono i nostri giornali. Che su Conte mentono sapendo di mentire»

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Marco Travaglio nel suo editoriale di oggi affronta due casi che hanno coinvolto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: la questione del Russiagate e degli 007 e la vicenda di Fiber 4.0, definiti dal giornalista “I due Balla-gate”.

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Nel primo caso – ricorda Travaglio – secondo quanto riportato dalla stampa Conte avrebbe “messo i nostri 007 al servizio di Trump per passare al suo ministro della Giustizia William Barr elementi utili alla sua campagna sul presunto complotto internazionale finalizzato a screditarlo alle Presidenziali 2016 con la diffusione di email di Hillary Clinton, passate per le mani dei russi, dell’Fbi di Obama e del misterioso maltese Joseph Mifsud”.

Il secondo caso riguarda un presunto «conflitto d’interessi per un parere legale fornito dall’avvocato Conte, poco prima di diventare premier, al fondo Fiber 4.0 guidato dal finanziere Mincione con soldi (si scopre ora) del Vaticano, che voleva scalare Retelit, la società di servizi digitali e telecomunicazioni (controlla i cavi sottomarini tra Europa e Asia passando per l’Italia)».

Travaglio spiega con dovizia di particolari come sono andate le cose in entrambi i “Balla-gate”.

Su Fiber 4.0, il direttore del Fatto Quotidiano ricostruisce la fase finale: «Il 21 gennaio 2019 l’autorità competente, l’Antitrust, chiede chiarimenti a Conte, li riceve subito e il 23 gennaio gli comunica che “ha ritenuto di non dover avviare alcun procedimento ai sensi della legge” sul conflitto d’interessi, “non ritenendo sussistenti i presupposti per l’applicazione della legge”».

Quanto agli 007, Conte ha riferito al Copasir ciò che gli è stato riferito dai capi della nostra intelligence lo scorso 23 ottobre. Da Conte, però, Barr e Durham non hanno ottenuto informazioni utili per la propria indagine. Travaglio spiega che tutta la polemica dei giorni successivi partirebbe da un’interpretazione errata un’intervista rilasciata da William Barr a Fox News lo scorso 28 ottobre, che «i nostri giornali la presentano come una smentita alla versione di Conte e dei tre capi dei servizi».

Ma «basta conoscere qualche parola d’inglese per scoprire che Barr non ha smentito una beneamata cippa,» scrive ancora Travaglio, che conclude: « Barr non nomina mai l’Italia, né dice di averne ricevuto notizie utili. Magari un giorno smentirà Conte e i nostri 007, nel qual caso si vedrà chi ha ragione fra lui e loro. Al momento, gli unici sbugiardati sono i nostri giornali. Che su Conte non esercitano il sacro diritto di critica: mentono sapendo di mentire».

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