Finanziamento illecito ai partiti, Bonifazi dichiara di aver dirottato parte dei fondi destinati al Pd alla fondazione Eyu

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“Ricordo distintamente il contenuto di questa chiacchierata, che fu anche piacevole, sinceramente. Venne fuori addirittura la cifra che lui poteva sostenere, che era intorno a 250.000 euro. A quel punto io feci una precisazione, che è una precisazione in realtà obbligatoria per un tesoriere, perché è di legge, e cioè che un soggetto non può finanziare un partito per più di 100.000 euro, questa è la legge del 2013, che tra l’altro facemmo”.

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Questo è quanto raccontato ai pm da Francesco Bonifazi, al tempo dei fatti tesoriere del Pd e ora passato tra le fila di Italia Viva, in merito all’inchiesta della Procura di Roma per finanziamento illecito.

Bonifazi appena ha saputo della cifra che l’imprenditore Luca Parnasi voleva destinare al partito ha subito pensato alla Fondazione Eyu: “Guarda, c’è anche la Fondazione”.

L’ex tesoriere del Pd ha spiegato nel corso dell’interrogatorio che la Fondazione Eyu era autonoma dal partito ed era nata per la tutela del quotidiano Europa e L’ Unità, tuttavia esisteva un certo legame tra le due realtà: “La fondazione Eyu non riceve alcuna sovvenzione o finanziamento dal partito. L’unico spostamento di denaro tra Pd e Eyu può essere avvenuto in occasione della festa dell’ Unità per il pagamento dell’ affitto di alcuni stand da parte di Eyu”.

Bonifazi è anche indagato per fatture false. In merito a questo filone dell’indagine ha dichiarato di aver solo messo in contatto Parnasi e Domenico Petrolo, responsabile relazioni esterne di Eyu, sostenendo, però, di non essere mai stato a conoscenza di alcun accordo tra i due: ‘Di ciò che è accaduto dopo quella stretta di mano non so niente. Il Nazareno è davvero un corridoio lunghissimo. Per arrivare incontri prima Petrolo che me, io ero nella parte finale del corridoio, diciamo la parte nobile del Nazareno’.

Anche le contestazioni al tesoriere della Lega Giulio Centemero non sono legate a un finanziamento diretto al partito, ma è finito sotto indagine per l’associazione Più Voci, di cui è presidente.

Centemero non è mai stato sentito dai magistrati di Roma. Attraverso il suo legale ha sempre smentito che i soldi di Parnasi sarebbero stati utilizzati per finanziare la campagna elettorale della Lega.

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