Caso Cucchi, il capo della Polizia Gabrielli: ‘Coloro che hanno espresso giudizi avventati dovrebbero riflettere, ma essendo un giudizio di primo grado anche un’enfasi contraria dovrebbe essere contenuta’

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“Tutti coloro che hanno espresso giudizi avventati dovrebbero riflettere, ma essendo un giudizio di primo grado anche un’enfasi contraria dovrebbe essere contenuta”.

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Lo ha detto ai giornalisti il capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli in merito alla vicenda legata alla sentenza del processo sulla morte di Stefano Cucchi e la querelle tra la sorella del ragazzo, Ilaria, e Matteo Salvini, che ne è seguita.

“Vedo un approccio manicheo – prosegue Gabrielli -, ho imparato a quasi 60 anni che il mondo non è bianco o nero ma ha tanti grigi e che, quando si esprimono giudizi, lo si fa con l’emotività del momento senza rendersi conto che le cose più complesse e tutti dovrebbero avere un briciolo di rispetto e di attenzione. Credo che quanti, negli anni, hanno dato questi giudizi avventati sulla vicenda Cucchi dovrebbero oggi chiedere scusa ai familiari”.

Il capo della Polizia precisa poi che la sentenza “dovrà passare al vaglio di un appello e della Cassazione”, e continua affermando come “i familiari di una vittima abbiano sempre il diritto di chiedere giustizia”.

“Purtroppo – conclude Gabrielli – queste vicende si colorano di interpretazioni, strumentalizzazioni e le stesse intenzioni familiari vengono equivocate e a loro volta strumentalizzate”.

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