Caso Sea watch, Corte di Cassazione respinge il ricorso contro la scarcerazione di Carola Rackete

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La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e dal procuratore aggiunto Salvatore Vella contro l’ordinanza, firmata il 2 luglio scorso dal gip Alessandra Vella, che decise di non convalidare l’arresto di Carola Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra, che era stato contestato alla capitana per aver forzato il posto di blocco della Guardia di finanza che le aveva ripetutamente intimato l’alt.

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Il gip Alessandra Vella aveva ritenuto che il reato di resistenza a pubblico ufficiale fosse stato giustificato da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”, quello di salvare vite umane in mare.

Dopo la pronuncia del gip venne meno la misura degli arresti domiciliari deciso dalla procura che chiese la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento.

Le motivazioni con cui la Suprema Corte spiegherà il suo verdetto sono attese entro 30 giorni come stabilito dal codice penale.

“Grande soddisfazione per un provvedimento coerente da un punto di vista istituzionale e giuridico” ha dichiarato l’avvocato Alessandro Gamberini, difensore di Carola Rackete dopo la sentenza della Corte di Cassazione.

“Ora – conclude Gamberini – sarà importante leggere le motivazioni ma l’esito di oggi mi lascia ben sperare per il prosieguo del procedimento”.

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