Mani pulite, Di Pietro: ‘Se Gardini non si fosse ammazzato avrei arrestato Andreotti’

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“Nella realtà io non ho mai avuto un rapporto con Craxi. Io miravo all’ambiente malavitoso che girava intorno ad Andreotti. Craxi era l’emergente, quello che faceva parte della Milano da bere”.

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Lo ha detto l’ex pm ed ex politico, Antonio Di Pietro, in un intervista per L’Espresso.

“Mani pulite non è stata fermata dalla politica: è stata fermata dai giudici – prosegue Di Pietro -. È una storia che va riscritta prima o poi”.

“Mani Pulite si ferma oggettivamente quando si rompe l’unicità dell’inchiesta – continua ancora l’ex pm -. La sua forza era infatti nel cosiddetto fascicolo virtuale, nell’idea cioè di creare una connessione probatoria tra tutti i fatti per cui procedeva una sola autorità giudiziaria. Ma nel momento in cui nascono i conflitti di competenza territoriale il fascicolo si smembra: e allora non ha più tutti gli elementi, non si può più utilizzare, e soprattutto il pm che sta qua, non conosce l’insieme degli elementi del pm che sta là”.

“Sembra di vedere la storia del mondo capovolto, ma ci sarà un momento per rivalutare questa storia – aggiunge Di Pietro -. Ci sarà. Mani pulite non l’ho scoperta io: nasce dall’esito dell’inchiesta del maxi-processo di Palermo, quando Giovanni Falcone riceve, riservatamente, da Tommaso Buscetta la notizia che è stato fatto l’accordo tra il gruppo Ferruzzi e la mafia. E Falcone dà l’incarico al Ros di fare quel che poi è divenuto il rapporto di 980 pagine: che doveva andare a Falcone, ma lui viene trasferito”.

Dopo la morte di Falcone, Borsellino, che era a conoscenza di quel fascicolo, inizia a indagare. E secondo Di Pietro, Paolo Borsellino fu ucciso proprio per questo: “Non per il maxiprocesso insieme a Falcone, ma perché insieme a Falcone doveva far nascere Mafia pulita”.

“Il mio obiettivo non era scoprire quello che ho scoperto – spiega l’ex pm -, era arrivare al collegamento al quale già erano arrivati anche loro a Palermo. Raul Gardini non si suicida così, per disperazione, il 23 luglio 1993: si suicida perché sa che quella mattina, venendo da me, doveva fare il nome di Salvo Lima, che aveva ricevuto una parte della tangente Enimont da 150 miliardi di lire”.

“Se quel fatto veniva detto, se Gardini parlava, se Salvo Lima non moriva, io avrei potuto avere elementi sufficienti per chiedere al Parlamento di arrestare Andreotti”.

“All’improvviso le solite manine della delegittimazione mandano una marea di esposti contro di me alla procura di Brescia, che mi costringono alle dimissioni. Ma quando a me rimproverano ‘ti sei dimesso’, possibile che nessuno si chieda perché l’ho fatto?”.

Di Pietro afferma ormai da 25 anni che la sua è stata una “scelta di campo”: “Se non mi fossi dimesso sarei stato arrestato, perché le accuse fatte nei miei confronti lo prevedevano obbligatoriamente”. Sarebbe potuto finire in manette, proprio mentre stava per arrivare alla cupola mafiosa, “grazie alle dichiarazioni che mi aveva fatto il pentito Li Pera su un certo Filippo Salamone, imprenditore agrigentino intermediario tra il sistema mafioso e il sistema imprese-appalti, il nord che veniva gestito soprattutto da Gardini e dalla Calcestruzzi spa di Panzavolta”.

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6 Commenti

  1. Vergognosa ricostruzione postuma fatta sulle spalle dei morti, proprio per non poter essere smentita.
    Come si vede il manipulitismo quale difetto di fabbrica di una certa magistratura meneghina non muore mai e tantomeno è disposto a riconoscere i suoi tanti errori.

    • Dunque Di Pietro ha confessato: voleva arrestare Andreotti tutti i costi ma non avendo le prove avrebbe voluto tenere in prigione Raoul Gardini fino a che non avesse detto quello che voleva lui.
      Nessuno sente il dovere di obiettare qualcosa?

  2. “Non ho mai avuto un rapporto con Craxi”? Ma che sta perdendo la memoria con l’ età?
    Lo abbiamo visto tutti nei filmati in questi giorni di rievocazione mentre interroga Craxi al processo. O è solo uno con la toga che somiglia molto a Di Pietro?

  3. Chi spera che i politici pensano a noi e un povero illuso.Avete visto che nonostante mani pulite tutto e rimasto come prima se non peggio. Forse i 5s potevano fare qualcosa ma gli italiani ottusi non hanno creduto. Va bene adesso tenetevi stretto la Lega e company.

  4. Mani pulite è servita a tante cose, non ultima far andare Davigo al Csm. Chi spera che i magistrati pensino davvero al popolo e non innanzitutto alla carriera e al potere è doppiamente illuso.

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