Scoperta in laboratorio una molecola killer di virus: è stata ottenuta dallo zucchero

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Pare che sia stata creata in laboratorio una molecola che potrebbe rivoluzionare i trattamenti delle patologie infettive di origine virale, comprese quelle emergenti alla stregua del nuovo coronavirus.

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La caratteristica più importante di questa molecola, ottenuta da uno zucchero modificato, è che pur avendo caratteristiche virucide, è biocompatibile dunque non uccide le cellule.
Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma nel panorama dei potenziali trattamenti contro i virus;

Tutte le molecole note fino ad oggi che uccidono i virus, sono infatti citotossiche dunque dannose per la salute. I farmaci antivirali che si usano normalmente non tendono a uccidere il virus, ma a inibirne la crescita nell’organismo ospite.

A progettare la nuova molecola, immediatamente brevettata, è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Scuola politecnica federale di Losanna (EPFL), Svizzera, che hanno collaborato con i colleghi del Dipartimento dei materiali presso l’Università di Manchester, del Dipartimento di Microbiologia e Medicina Molecolare dell’Università di Ginevra, dell’Università del Québec-Laval e di numerosi altri istituti.

Tra gli scienziati coinvolti nello studio, tre sono italiani: Valeria Cagno, Matteo Gasbarri e Francesco Stellacci.

Gli scienziati nel proprio articolo, hanno spiegato che la molecola killer è una ciclodestrina, “modificata con acidi mercaptoundecano solfonici per imitare i solfati di eparano e ottenere la chiave azione virucida non tossica”.

“Abbiamo progettato con successo una nuova molecola, uno zucchero modificato che mostra proprietà antivirali ad ampio spettro”, hanno poi dichiarato in un comunicato stampa il professor Samuel Jones dell’Università di Manchester insieme alla dottoressa Valeria Cagno, che lavora presso la Facoltà di Medicina dell’UNIGE.

“Poiché si tratta di un nuovo tipo di antivirale e uno dei primi a mostrare efficacia ad ampio spettro, ha il potenziale per cambiare il gioco nel trattamento delle infezioni virali”, hanno aggiunto gli studiosi.

Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Caroline Tapparel e dal professor Francesco Stellacci, hanno testato la molecola su diversi virus nelle piastre di Petri e nei topi vivi, ottenendo risultati molto incoraggianti.

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