Alessandra Ghisleri: ‘Salvini? Non abbassi i toni. La maggior parte degli italiani è d’accordo con quello che dice’

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“Quelle del 26 gennaio erano elezioni locali, la valenza nazionale gliel’aveva data solo Salvini, per caricare l’evento e dare una spallata al governo in caso di vittoria. L’Emilia Romagna è territorio impervio per il centrodestra. Perfino nel 1953, quando la Dc vinse in Toscana, a Bologna venne fermata. La Lega alle Amministrative si è mantenuta ai livelli delle Europee di giugno”.

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Parole dette dalla direttrice dell’istituto demoscopico Euromedia Research, Alessandra Ghisleri, nel corso di una sua intervista a Libero.

“Salvini ha perso rispetto al suo obiettivo, ma non come partito – prosegue la sondaggista -. Essendo Regionali, Matteo ha accantonato l’immigrazione e puntato sui temi della sicurezza e della salute, argomenti vicini alle famiglie. La citofonata non lo ha danneggiato per la supposta scorrettezza del gesto in sé ma perché nessuno vuol essere definito in un ghetto e gli abitanti del quartiere Pilastro si sono sentiti offesi”.

“Tutti noi siamo gelosi e orgogliosi del nostro benessere, per quanto piccolo sia – continua ancora Ghisleri -. L’orgoglio di appartenenza ha prevalso sulla denuncia dell’allarme sicurezza. Anche se in Emilia Romagna Salvini ha perso perché i grillini e una parte di forzisti hanno votato Bonaccini. La Lega era una scelta di forte rottura e i cittadini hanno avuto paura di cambiare un’amministrazione consolidata e tutto sommato buona”.

Secondo la direttrice dell’istituto, il leader della Lega non deve moderare i toni: “Lui ha una comunicazione fatta di provocazioni e metafore legate a problemi particolari che vengono portati a livello nazionale, europeo e planetario. Alza i toni della comunicazione per puntare i riflettori su di sé e ottenere una cassa di risonanza massima”.

La campagna della sinistra, che lo accusa di seminare odio, “non lo danneggia per nulla, perché lui ha la capacità di intercettare i temi che stanno a cuore alla gente. Il muro contro muro danneggia la sinistra, perché la spinge verso canoni estranei alla vita reale e ai bisogni dei cittadini. Se si prende una frase di Salvini e la si sottopone al giudizio degli italiani, la stragrande maggioranza di loro è d’accordo con il leader leghista, che quindi parla anche a chi non lo vota e così, goccia a goccia, aumenta il proprio consenso. Quello che Salvini dice, per quanto forte, ha un gradimento più alto di quello personale che Matteo vanta come leader”.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA

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