Di Pietro rivela: ‘Tangentopoli era figlia di Mafiopoli’

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“L’indagine Tangentopoli era figlia dell’indagine Mafiopoli. Da una parte c’erano le imprese, dall’altra c’era la mafia e al centro la politica. Stavamo cercando di capire qual’era stato l’elemento di congiunzione”.

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Lo ha detto Antonio Di Pietro nel corso di Omnibus.

“Tale elemento di congiunzione – prosegue Di Pietro – lo scoprii nel ’93, ma era già emerso nel ’91 con un rapporto del Ros di ben 890 pagine. Tale rapporto fu consegnato prima a Falcone e poi a Borsellino. In quel rapporto c’era scritto che il sistema delle imprese a partire da un’impresa importantissima di allora, quella dei Ferruzzi, aveva deciso di entrare in contatto e trovare un accordo con il sistema mafioso attraverso i soldi, e una parte della tangente Enimont andò a finire proprio in questo modo”.

“Io sono convinto che Borsellino finì ammazzato non solo per quello che ha fatto insieme a Falcone nel maxi processo, ma sopratutto per quello che si accingeva a fare in merito a questo rapporto”.

“Questo dossier è stato chiuso in cassaforte dal procuratore Giammanco su richiesta di Scarpinato”. “Mafiopoli e Tangentopoli erano due facce della stessa medaglia. Se quella mattina con Raul Gardini si fosse chiusa positivamente, noi avremmo saputo due cose fondamentali: quali soldi erano andati a finire a Lima e a quale piano fosse andato a Botteghe Oscure”.

“Queste cose le ho dette al Copasir nel ’95, e ripetute nel ’96”. Il Copasir dopo aver detto ‘accidenti, è una cosa importante’ ha aggiunto ‘visto che la legislatura sta per terminare, le prenderemo in considerazione dalla prossima’. Voi li avete sentiti?”.

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3 Commenti

  1. Se tornano in auge le confuse versioni dipietriste di “tangentopoli” allora vuol dire davvero che qualcuno vuole riesumare il manipulitismo con i suoi teoremi, il suo giustizialismo, i suoi falsi pentiti e le trame occulte ai danni dei politici invisi al sistema.

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