Nuovi guai per i coniugi Renzi: il prossimo 9 giugno saranno in tribunale per la bancarotta di tre società’

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tiziano renzi
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Brutte notizie per Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Il prossimo 9 Giugno i due coniugi dovranno affrontare una nuova udienza preliminare davanti al Tribunale di Firenze per la bancarotta fraudolenta di tre cooperative a loro riconducibili e per emissione di fatture false.

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Il procuratore aggiunto Luca Turco ha depositato nei loro confronti e di altre 17 persone indagate, la richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta con al centro tre cooperative: la Delivery Service Italia, la Europe Service e la Marmodiv.

Per quanto riguarda la Delivery Service Italia, secondo l’accusa i genitori di Matteo Renzi avrebbero cagionato “il fallimento della società per effetto di operazione dolosa consistita nell’aver omesso sistematicamente di versare gli oneri previdenziali e le imposte, o comunque, aggravando il dissesto”.

Mentre per quanto riguarda la Europe Service, fallita ad aprile 2018, i coniugi – considerati dalla Procura “amministratori di fatto fino a dicembre 2012” – sono accusati con altri di aver sottratto “con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e di recare pregiudizio ai creditori, i libri e le altre scritture contabili”.

Passando al caso Marmodiv, invece, i Renzi sono contestati di bancarotta fraudolenta insieme a Giuseppe Mincuzzi “presidente del cda fino al marzo 2018” e a Daniele Goglio “amministratore di fatto fino a marzo 2018”.

Secondo il pm Luca Turco, i quattro “concorrevano a cagionare il dissesto della società esponendo, al fine di conseguire un ingiusto profitto, nel bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017, approvato dall’assemblea dei soci il 27 giugno 2018 nell’attivo patrimoniale, crediti per ‘fatture da emettere’ non rispondenti al vero per un importo superiore a 370 mila euro, così iscrivendo a conto economico maggiori ricavi ed evitando di evidenziare una perdita d’esercizio”. Così facendo, “Renzi, Bovoli e Mincuzzi erano in grado di ‘cedere’ all’amministratore di fatto Daniele Goglio la cooperativa ormai fortemente indebitata e Goglio poteva tenere la condotta distrattiva contestata”.

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