Autostrade, Paragone: «Ecco il trucchetto che usano per metterci nel sacco»

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«Una rete fitta, fittissima, di concessioni che lasciano in gestione tratti di strade italiane a privati. Rendite fisse assegnate anni fa e che hanno scadenze a lungo termine, in un futuro molto, molto lontano. Con clausole e postille di ogni sorta che rendono l’affare tutt’altro che vantaggioso per lo Stato».

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È quanto denuncia Gianluigi Paragone, senatore espulso dal M5S, in un post sul suo sito di informazione, “Il Paragone”.

Questo circolo vizioso – si legge ancora nel post è «iniziato nel 1956, quando la A4 Brescia-Padova e la Valdastico finirono nelle mani di imprenditori spagnoli diventati oggi la multinazionale Abertis infraestructuras, alla quale è stata man mano affidata la gestione delle reti di trasporto e telecomunicazione di ben 14 Paesi diversi. Una società che dal 2018 è passata nella mani di Atlantia, holding che vede la partecipazione anche della famiglia Benetton».

«Le proroghe, un tempo, erano una vera e propria manna dal cielo. In un colpo solo, per esempio, il gruppo spagnolo si era visto allungare la scadenza al 2026, un balzo in avanti di ben settant’anni. Il tutto attraverso un’unica convenzione sulla quale la Corte dei Conti avrebbe poi avanzato dei dubbi,» spiega ancora l’ex esponente 5Stelle.

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3 Commenti

  1. Come diceva Prodi: dobbiamo privatizzare a causa del.debito pubblico.
    In realtà era solo l’alibi per regalare immense rendite agli amici.

  2. Dico che io al mondo non ho capito niente. Siamo perennemente vittime di politici da destra a sinistra se ne sbattono di noi che continuiamo pagare tasse su tasse pedaggi imposte e chi più ne ha ne aggiunga

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