Coronavirus, il virologo Palù: «È possibile essere negativi al test dopo aver avuto infezione»

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È possibile essere negativi al test dopo avere avuto un’infezione da coronavirus Sars CoV2.

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È quanto sostiene Palù, ordinario di Microbiologia e Virologia dell’ Università di Padova, dopo il caso del dipendente della Mae di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) attualmente isolato nell’ospedale Sacco di Milano, risultato negativo al tampone.

Questo può succedere per svariati motivi, sebbene al momento non stabilire con sicurezza quale ipotesi sia quella più valida.

«Come tutti i test, anche quello per il coronavirus è suscettibile al prelievo», ha spiegato Palù. Ovvero l’esito del test dipende dal punto in cui viene fatto il prelievo con il tampone: se dalla gola o dal naso, ad esempio.

«È possibile che l’infezione sia passata dalle vie aeree superficiali a quelle profonde».

In ogni caso, non bisogna escludere che «quando l’uomo ha fatto il test non aveva più virus rilevabile, oppure che il contagio sia avvenuto dopo un contatto con un’altra persona o ancora in modo indiretto, per contato con oggetti esposti al virus».

Palù, intervistato da Bo Live, ha commentato anche il caso della Diamond Princess, la nave da crociera in quarantena dal 3 febbraio nel porto giapponese di Yokohama.

«La quarantena era necessaria, ma in una nave non esistono le condizioni idonee. Come si è visto, del resto, le persone a bordo hanno continuato ad infettarsi. A mio parere, la decisione migliore sarebbe stata quella di far sbarcare le persone negative al test fin dall’inizio e metterle in quarantena in un altro luogo, oppure farle tornare nei Paesi di origine. Qui poi sarebbero stati sottoposti ad altri controlli ed eventualmente ai 14 giorni di contumacia», ha spiegato.

«Questo insegna una volta di più – ha concluso Palù – che in occasioni come questa, in caso di emergenza di salute pubblica di rilievo internazionale, fin dal principio a coordinare queste operazioni dovrebbe essere un team di esperti sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale della Sanità».

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2 Commenti

  1. Bisognerebbe sospendere subito il messaggio ingannevole della Rai con Michele Mirabella dove dice che non è affatto facile infettarsi Purtroppo gli ultimi casi dimostrano il contrario A che serve fingere questa tranquillità in TV? Sappiamo poco, inutile fare i saccenti.

  2. siamo nel casino più totale, ormai l’epidemia è inarrestabile a meno che non si riesca a fare subito il vaccino…… la cosa che più mi fà rabbia è che il tutto è partito da un laboratorio militare, poco interessa di chi sia e dove si creano i virus, l’unica cosa schifosa e che si creano come armi letali di difesa, ma a volte si contorcono contro se stessi….. come finirà? nessuno è in grado di rispondere, non ci resta che affidarci alla fortuna di non infettarci…… buona vita….

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