Coronavirus, l’infettivologo Pulvirenti: «Una delle misure più efficaci che possiamo mettere in atto è il lavaggio delle mani»

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«Le ultime 24 ore hanno segnato un cambiamento nella catena di contagio del Coronavirus. Siamo in una situazione diversa rispetto a quella che conoscevamo fino a ieri. Abbiamo contagiati di fase 2, contagiati da pazienti provenienti da Paesi in cui c’è un focolaio epidemico. Persone che sono state contagiate nel nostro territorio. Questo apre nuovi scenari, non a caso il Ministero ha varato misure più restringenti».

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Lo ha detto Fabrizio Pulvirenti, infettivologo dell’ospedale Umberto Primo di Enna, ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì dalla mezzanotte e trenta alle sei del mattino

«Bisogna lavorare con il massimo rigore scientifico. Evitare di pescare notizie dai social. Bisogna informarsi e prendere informazioni direttamente delle fonti autorevoli. Oms e Ministero della Sanità danno notizie certificate e validate,» ha detto ancora Pulvirenti.

«No agli allarmismi. Ognuno di noi ha il diritto di informarsi, ma occhio alle fonti. Cosa deve cambiare nello stile di vita degli italiani? Non ci sono chiare indicazioni legate a un cambiamento da apportare nello stile di vita a parte i quattro comuni lombardi che stanno gestendo la situazione seguendo la linea di indirizzo del Ministero. Il problema è che in Italia abbiamo una sanità frammentata a livello regionale. In questi casi bisogna che la voce sia unica e che la direttiva sia unica,» ha spiegato.

Ecco alcuni accorgimenti per prevenire il contagio: «Starnutire dal gomito, lavarsi spesso le mani, adottare le misure di comune igiene individuale. Una delle misure più efficaci che possiamo mettere in atto è il lavaggio delle mani. Il Coronavirus non resiste all’ambiente esterno, non resiste né ai saponi né ai comuni disinfettanti. In mancanza di acqua si possono usare anche i comuni gel su base alcolica. Lavarsi correttamente le maniche è già importantissimo».

Quanto alla sua guarigione dall’ebola, Pulvirenti ha raccontato: « Accadde in Sierra Leone, lavoravo come volontario. Oggi non c’è più nulla di quella infezione, a parte il brutto ricordo. Sono virus profondamente diversi. Bisognerebbe fare chiarezza su alcuni termini che nella medicina hanno un significato e nella vulgata ne assumono un altro. In epidemiologia medica c’è una grande differenza tra letalità e mortalità».

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