Coronavirus, Oms: «Siamo preoccupati per il numero di contagi che non hanno un chiaro collegamento epidemiologico»

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«Anche se il numero di casi fuori dalla Cina rimane relativamente basso siamo preoccupati per il numero di contagi che non hanno un chiaro collegamento epidemiologico, ad esempio che non hanno viaggiato in Cina né hanno avuto contatti con casi confermati».

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Questo l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità della diffusione dell’epidemia da Coronavirus in altri Paesi fuori dalla Cina come l’Italia.

Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ieri ha annunciato che oggi 22 febbraio si terrà «una riunione d’emergenza con i ministri della Salute africani» perché una delle maggiori preoccupazioni dell’Oms «continua ad essere la diffusione del coronavirus in Paesi che hanno un sistema sanitario più debole».

Ll’Organizzazione mondiale della sanità è anche allarmata dall’aumento di casi di coronavirus «in Iran dove ci sono 18 casi e quattro morti». L’Oms sta infatti «fornendo all’Iran i kit per i test».

Un altro Paese che preoccupa è la Corea del Sud, che è «il Paese con il maggior numero di casi fuori dalla Cina».

«Stiamo lavorando – ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus – in stretta collaborazione con il governo per capire a pieno le dinamiche di trasmissione che hanno portato a questi aumento».

Ghebreyesus ha anche fatto sapere che ci sono state già altre missioni dell’Oms a Pechino, Sichuan e Guangdong.

Oggi una squadra di esperti dell’Oms sarà a «Wuhan per continuare a lavorare nell’epicentro dell’epidemia».

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