Coronavirus, infettivologo Galli: «Scordatevi che nei prossimi due mesi l’infezione sparisca»

0
0
Pubblicità

Quest’estate potremo andare al mare?

Pubblicità

A questa domanda ha risposto, ospite a Pomeriggio 5 (programma condotto da Barbara D’Urso), Massimo Galli, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano.

«Se facciamo le cose fatte bene tra aprile e maggio, a maggio potremo riaprire a scaglioni attività fondamentali, produttive e sociali. Ma scordatevi che nei prossimi due mesi l’infezione sparisca», ha affermato.

«Per molti – ha proseguito Galli – sarà fondamentale ritrovare il posto di lavoro e non andare in vacanza ad agosto. Anche perché se riapriamo a fine maggio, che ripartenza è chiudere ad agosto? In ogni caso, per chi vorrà andare al mare, mi auguro che ad agosto si possa andare senza mascherina».

Intervistato nei giorni scorsi dal Tg4, l’infettivologo ha detto che «quest’anno chi potrà fare delle vacanze le dovrà fare per forza nel nostro Paese e non fuori: non importeremo valuta importante, ma magari non ne esporteremo neppure».

Per quanto riguarda l’allentamento delle misure restrittive il medico ha affermato che “Aprire ora sarebbe un’idiozia, non programmare ora tutto quello che è necessario per l’apertura sarebbe veramente un micidiale errore, torneremo da capo a non poter riaprire le attività del Paese che urge che vengano riaperte”.

Galli ha espresso la sua opinione sul Veneto, dichiarando: “Non mi sento di criticare le indicazioni che il Veneto ha deciso di assumere, perché per molti versi sono quanto credo non sarebbe male riuscire a fare un po’ dovunque. È un approccio che non solo alla lunga, ma anche alla breve può rendere in maniera importante per il contenimento dell’infezione e la ripresa però deve essere realizzabile, cioè deve essere sostenibile”.

“È il momento di pensare non di allentare, è il momento di organizzare non di anticipare, anticipare sarebbe un grosso errore” – ha affermato il medico – “Quando avremo in mano le strategie per riaprire in modo concreto e quando, e questo anche è molto importante, avremo i segnali reali e definitivi della flessione dell’epidemia”. “Le cose stanno andando meglio perché il grosso della prima ondata dell’epidemia sta esaurendosi e il distanziamento sociale, l’aver chiuso la gente in casa ha spostato l’epidemia nelle famiglie, limitandone il contesto. Ora la necessità è di superare l’epidemia anche nei contesti familiari in attesa di poter veramente riaprire”, ha concluso.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui