Piero Angela sui virologi: «Chi guarda la Tv spesso non sa come funziona la discussione scientifica e, ascoltando pareri contrastanti, è naturale che finisca per confondersi»

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«Nella scienza si può affermare qualcosa solamente dopo che è stata verificata. Il fatto è che quando nasce un problema nuovo, in cui queste verifiche non sono ancora state effettuate, ci possono essere giustamente ipotesi diverse per cercare di spiegare il fenomeno. E quindi, finché non ci saranno le verifiche, restano solo ipotesi. Seconda cosa, spesso virologi, medici ed esperti sono un po’ tirati per la giacchetta dai miei colleghi giornalisti, che insistono per avere un parere. Loro danno la loro opinione, ma anche se formulata da uno scienziato resta sempre un’opinione. La scienza è conoscenza e si ottiene attraverso un metodo collaudato: in fase di verifica si può affermare una cosa oppure l’altra, ma le opinioni restano sempre e solo opinioni. Saranno i fatti, le verifiche e gli esperimenti a dimostrare chi ha ragione. È difficile avere certezze su un tema di cui non si conoscono ancora bene i confini e, purtroppo, chi guarda la Tv spesso non sa come funziona la discussione scientifica e, ascoltando pareri contrastanti, è naturale che finisca per confondersi».

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Così Piero Angela in un’intervista al quotidiano online “Open”.

Alla domanda se pensa che l’Italia sia più attrezzata ora per affrontare un’eventuale nuova ondata di contagi, il divulgatore ha risposto: «L’attrezzatura in realtà è molto semplice: mascherine e distanziamento! Sono i comportamenti delle persone quelli che contano. Se la gente rispetta queste semplici regole non c’è contagio, o ce n’è poco, non fa in tempo a diventare un problema di massa. Ma tutto dipende dai comportamenti. Per quanto riguarda la capacità di far fronte a una pandemia, non è così semplice saperlo in anticipo. Le faccio un esempio: in Lombardia, nei momenti più drammatici, hanno chiamato Bertolaso per costruire 200/300 posti letto per i malati gravi, e poi quella struttura è rimasta lì, inutilizzata, perché i casi sono diminuiti. Il fatto è che non si può sapere che cosa succederà e, dunque, a posteriori le scelte possono sempre sembrare giuste o sbagliate. È un po’ come l’asino di Buridano: se fai qualcosa ed è superflua ti criticano, se non la fai ti criticano ancora di più. Una cosa però è certa, e cioè che il sistema sanitario italiano ha dimostrato di essere molto efficiente e direi anche eroico: molti medici, infermieri e personale sanitario si sono ammalati o sono morti per compiere il proprio lavoro. Non dobbiamo dimenticarcelo mai».

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