Confindustria, Travaglio su La7: ‘Attacca i furbetti del reddito di cittadinanza ma nessuna autocritica sulle aziende furbastre della cig’

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“Concordo con Travaglio: perché Confindustria attacca solo il Reddito di Cittadinanza e tace su quelle imprese che hanno approfittato della cassa integrazione senza averne bisogno?”.

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Così il parlamentare del M5S Claudio Cominardi ha commentato in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, l’intervento di Marco Travaglio a Otto e mezzo su La7.

Il direttore de Il Fatto Quotidiano, ha detto:Carlo Bonomi? Ho l’impressione che il presidente di Confindustria, tra l’altro in ottima compagnia, avesse scommesso molto sulle elezioni regionali. Speravano tutti in una débâcle della maggioranza di governo. Non facevano mistero di desiderare un esecutivo molto diverso, con un’altra maggioranza e un’altra politica, che non fosse quella che loro chiamano ‘Sussidistan’ e che in realtà è una politica sociale”.

“Questa politica sociale del governo ci ha salvati da quelle rivolte di piazza che tutti vaticinavano per settembre. Io sto aspettando il 30 settembre per togliere i sacchi di sabbia dalla mia finestra e i cavalli di Frisia davanti casa, perché, a furia di sentir dire che avremmo avuto le sommosse, temevo assalti ai forni e scene manzoniane. Se non le abbiamo avute, è perché questo governo ha fatto delle politiche sociali, mentre altri governi, che magari piacciono di più al presidente di Confindustria – ha proseguito Travaglio – hanno assistito assolutamente inerti alla perdita di decine di milioni di posti di lavoro per la crisi da covid, come negli Stati Uniti. La spallata al governo Conte Due che sognava il presidente di Confindustria, assieme a gran parte dei giornali italiani che fanno riferimento ai gruppi finanziari nazionali, ha perso la sua scommessa e quindi ha capito che questo governo forse se lo deve tenere per un altro po’. Ci dovrà convivere”.

“Da parte di Confindustria, però, non ho visto nemmeno un cenno di autocritica per quelle 2600 imprese che si sono intascate i soldi dello Stato per la cassa integrazione, quando potevano benissimo riaprire i battenti o in toto o parzialmente. E invece continuano, tramite i loro giornali, a fare le campagne contro i furbetti del reddito di cittadinanza, che sono pochi migliaia che incidono sul bilancio dello Stato per una manciata di milioni, mentre i furbastri della cassa integrazione, cioè quelle 2600 imprese che fanno le furbe coi soldi nostri, ci sono già costati 2 miliardi e 700 milioni di euro, secondo i calcoli molto prudenziali dell’Inps. Almeno su quello, chi rappresenta le imprese dovrebbe prendere le distanze da chi fa ‘mala impresa’” ha concluso il giornalista.

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1 commento

  1. Il rapporto 1 a mille furbi/indigenti mi sembra molto sottostimato, inoltre dopo l’ emanazione del decreto che esenta praticamente tutti i cittadini stranieri dall’attestare i loro eventuali beni mobili ed immobili detenuti nei loro paesi di origine, c’è stata una impennata di richieste e di conseguente spesa per il RC.

    Ribadisco questa mia riflessione:

    Quando ascolto i dibattiti riguardanti il reddito di cittadinanza ho l’ evidenza di trovarmi di fronte a giornalisti, opinionisti o esponenti politici , che esprimono la loro appartenenza ad uno degli opposti schieramenti e che come in una contrapposizione fra opposte tifoserie, non siano in grado per ignoranza sull’ argomento o per faziosità , di rappresentare correttamente i fatti , omettendo di volta in volta aspetti rivelanti, enfatizzandone di secondari o mistificandone altri.

    I loro sterili dibattiti sono evidentemente orientati ad ottenere il beneplacito dei loro emissari o il consenso degli appartenenti ai gruppi che rappresentano. La situazione è paragonabile ad un derby , un cronista esalta la prestazione del Milan ed ottiene il plauso dei tifosi milanisti, un altro ravvisa negli errori arbitrali la mancata vittoria dell’ Inter ed ottiene il plauso dei tifosi interisti , infine un commentatore, senza ammiccare agli opposti schieramenti, ci spiega come sia andata effettivamente la partita ed ottiene il plauso delle sole persone intelligenti.

    Fra il “no” e il “si” rispetto al provvedimento, io propendo per il “meglio” , infatti se, come rivelano notizie di cronaca , puntualmente enfatizzate dai suoi detrattori, spesso il reddito è concesso a chi non ne avrebbe diritto , è altrettanto vero che sia negato a molti indigenti o famiglie bisognose, e di questa circostanza non conviene tanto parlare i capire.
    In effetti tale provvedimento è stato in parte snaturato ed è caratterizzato a storture,criticità ed incongruenze, che sono ben spiegate, in maniera obiettiva e senza ammiccare agli opposti schieramenti, in questo libro
    https://www.amazon.it/Reddito-cittadinanza-Perch%C3%A9-non-convinto/dp/1076928544

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