Aumento contagi coronavirus, Crisanti: «Per vedere i veri effetti occorre aspettare a metà ottobre»

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«Siamo all’inizio di quello che potrebbe arrivare come effetto della riapertura degli istituti. Sono passate solo due settimane dalle prime aperture, per vedere i veri effetti occorre aspettare la terza e la quarta settimana. Quindi a metà ottobre».

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Lo ha detto Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, in un’intervista al Messaggero.

«Abbiamo messo il virus nelle condizioni di trasmettersi, aprendo scuole e attività. Ma era necessario. Fino ad oggi è andata bene, ora registriamo questo aumento», ha aggiunto Crisanti.

Quanto al picco dei contagi improvviso registrato nella giornata di giovedì, Crisanti ha detto che è arrivato «dopo tre settimane di stabilità, con i contagi che restavano tra 1.200 e 1.600 casi: possiamo dire che si trattava di un fattore positivo dovuto a tanti aspetti tra cui i comportamenti corretti».

Alla domanda se a metà ottobre ci sarà un ulteriore picco, Crisanti ha risposto: «Non possiamo dirlo, andiamo anche incontro all’influenza classica. Vedremo come affrontare la situazione».

Intervistato giovedì sera a Piazzapulita, Crisanti ha affermato che «se si arriva ai 7mila-8mila casi al giorno bisognerebbe prendere dei provvedimenti restrittivi».

«Tutti hanno concordato che l’effetto riapertura delle scuole si sarebbe visto dopo 4-5 settimane, quindi nei prossimi giorni vedremo se questo aumento si ripete e se potremo collegarlo alle scuole. Se siamo passati da 1.800 a 2.500 casi in un giorno può anche essere occasionale, dobbiamo vedere cosa succede nei prossimi giorni. Bisogna vedere la dinamica, più che l’aumento da un giorno all’altro. A livello nazionale, volendo fare le debite proporzioni, ai primi di marzo avevamo 40mila-50mila casi al giorno, siamo molto lontani da quei numeri», ha rilevato Crisanti.

«Un numero di casi che mi preoccuperebbe? Intorno ai 7-8 mila casi al giorno bisognerebbe prendere provvedimenti restrittivi, poi bisogna vedere regione per regione. Se in una regione incrementano moltissimo bisogna intervenire», ha detto ancora l’esperto

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1 commento

  1. Caro dottore anche lei che cura i virus perché non parla delle cure e dell’immunità di gregge invece di terrorizzare gli italiani. Ma lei ha il compito di parlare di cure:come mai non lo fa’facendo capire che moriamo tutti ,quando sappiamo che si cura.Non avevate detto che i ragazzi erano immuni. Certo adesso dite che contagiano gli anziani e fra un po’ direte che contagiano anche morti. Come mai non fate parlare gli altri virologi o infettivologi?Cosa c’è dietro tutto questo terrorismo mediatico?

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