Cotticelli: «Dovevo essere rimosso. Se non potevano mettermi sotto una macchina, allora restava solo la possibilità di screditarmi»

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«Quel giorno non era lucido, ero in stato confusionale. Quando mi sono rivisto non mi sono riconosciuto. Sono stato drogato da qualcuno? Non lo so, sto cercando di capire cosa sia successo, ho avuto un malore».

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Lo ha detto nel corso della trasmissione “Non è l’Arena”, condotta da Massimo Giletti su La7, l’ex commissario alla sanità calabrese, Saverio Cotticelli, il quale si era dimesso dopo che era stata mandata in onda una sua intervista a Titolo V (Rai3) in cui dichiarava di non sapere che spettava a lui il compito di preparare il piano Covid per l’emergenza in Calabria.

«Ma l’ho fatto io quel piano» – ha detto da Giletti – «Quel giorno non ero in me stesso, sto cercando di capire cosa sia accaduto con un medico».

In un’intervista concessa a Luca Telese per TPI dopo la puntata di “Non è l’Arena”, Cotticelli ha raccontato: «Non ero io. Non ero io quello che ha parlato nell’intervista a “Titolo Quinto”! Non mi riconosco in quell’uomo. Non ero io. Stavo male. Era come se fossi un altro, sto indagando su me stesso. Su cosa mi è accaduto. Sto valutandolo con il mio medico, sto ricostruendo quello che è accaduto il giorno dell’intervista. È tutto molto strano. Gli orari, la modalità… non torna nulla».

«Diciamo come stanno davvero le cose. Il ministro Speranza aveva già deciso di nominare Zuccatelli. Ormai è chiaro, carte scoperte», ha affermato ancora l’ex commissario.

«Io dovevo essere rimosso. È semplice».

Telese ha chiesto a Cotticelli se stesse «scherzando». E la risposta è stata: «Affatto. La mia intervista è solo stato un pretesto».

Sospetta davvero di essere stato drogato? Vittima di un complotto? «Questo non lo so. Ripeto, sto indagando: io so che dopo quell’intervista ho vomitato tutta la notte. Sono stato malissimo», ha ribadito Cotticelli.

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