Sanremo: il retroscena del Corriere, Amadeus: «Se non prendo il Covid qui rischio un infarto»

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“Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”.

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Lo ha scritto Dario Franceschini in un tweet pubblicato sul proprio profilo Twitter, in merito alla presenza del pubblico nel teatro Ariston in occasione del Festival di Sanremo.

Ma il tweet di Franceschini ha suscitato polemiche, tanto che il conduttore del Festival, Amadeus, si è sfogato con chi gli sta vicino dicendo: basta, chi me lo fa fare, mollo tutto, se non mi ammalo di Covid rischia di venirmi un infarto, avrebbe confessato.

La posizione di Amadeus infatti, è del tutto opposta: “Dobbiamo offrire al pubblico a casa e agli artisti che sono sul palco la possibilità di avere uno spettacolo vero. Chi dice che il pubblico non serve fa un altro mestiere. Io non mi metto a sindacare sui protocolli sanitari e mi affido al giudizio di tecnici ed esperti. Su come si fa uno spettacolo invece penso di avere l’esperienza per sapere come si realizza uno show così importante” ha dichiarato al Corriere della Sera pochi giorni fa.

Amadeus ha sottolineato che le trasmissioni televisive in diretta o registrate possono svolgersi in presenza di pubblico, ossia comparse, figuranti, ospiti. Dunque a maggior ragione può ospitare un pubblico l’Ariston, che è stato adattato alle nuove esigenze che il virus impone: sono state levate le poltrone, sono state tolte 18 file, ed è stata chiusa la galleria.

“Non vorrei che sembrasse che mi sono intestardito a fare Sanremo a tutti i costi. Lo devo volere la Rai, la discografia e la città di Sanremo. Lo dobbiamo volere tutti: o siamo compatti e lavoriamo per farlo al meglio oppure salta tutto” ha ribadito il conduttore televisivo.

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