M5S: «Anche sul salario minimo abbiamo convinto l’Europa»

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«Anche sul salario minimo abbiamo convinto l’Europa – Dopo il via libera al Recovery Fund, dal Parlamento Europeo giunge un altro importante segnale con il voto favorevole alla Relazione sulla riduzione delle diseguaglianze e della povertà lavorativa nella quale si certifica l’importanza del salario minimo».

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È quanto si legge in un post sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle.

«È una proposta inserita nel nostro programma elettorale e ciò dimostra come l’Europa sta finalmente cambiando andando nella direzione da noi auspicata. Ci auguriamo, adesso, che la Commissione Europea metta in pratica l’indirizzo dato oggi dal Parlamento Europeo.
In Europa nell’ultimo decennio i lavoratori poveri sono aumentati del 12% e in Italia del 28%. Per questo bisogna guardare a strumenti come il salario minimo con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e migliorare la situazione del dumping salariale», hanno spiegato i pentastellati.

«Il MoVimento 5 Stelle pone due paletti: il salario minimo in ogni Paese dello Stato membro non deve essere inferiore al 60% del salario mediano nazionale e al contempo non deve essere inferiore al salario mediano europeo. Solo così avremo a disposizione uno strumento capace di livellare verso l’alto gli stipendi dei cittadini europei», conclude il post.

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1 commento

  1. Salario minimo giusto se applicabile al mondo intero .Avete visto cosa hanno fatto i ricchi del mondo con l’applicazione della tassa sui porti ai mega Yacht ? Hanno disertato i nostri porti e procurato disoccupazione. In Bangladesh una camicia di marca la vendono all’ingrosso 2 euro e venduta in Italia ad almeno 25/30 euro , vengono importate con IVA bassa in paesi comunitari dove non esistono fabbriche di abbigliamento e viene applicata l’IVA di quel paese ” molto bassa” per poi poter girare in Europa a prezzi competitivi. come si farà la concorrenza se non ci sono regole? Questo è solo un esempio ma guardate quante fabbriche chiudono o stanno chiudendo , le troveremo in altri paesi ,una volta si pensava ….tanto non sanno lavorare, si lo vediamo dalle etichette e dai manuali da dove arrivano i prodotti di chi non sa lavorare.

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