Chi è Roberto Garofoli, il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che nel 2018 fu accusato dal M5S di conflitto di interessi

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Draghi sarà Roberto Garofoli, già segretario generale con Enrico Letta capo gabinetto dell’ex ministro dell’Economia del Conte I, Giovanni Tria.

Garofoli fu accusato dai 5Stelle, in più occasioni, di conflitto di interessi. Ad esempio, il senatore del M5S, Elio Lannutti, nell’ottobre 2018, quando era della commissione Finanze del Senato, scriveva: «Non siamo più disposti a tollerare l’affarismo privato di alcuni alti boiardi di Stato, che dovrebbero occuparsi solo della cosa pubblica. Nel recente passato. Garofoli si è già distinto per essere stato al centro di un reticolo di ben quattro società, guarda caso sempre a Molfetta, dedite a fare soldi organizzando corsi post universitari e pubblicando testi giuridici scritti dallo stesso. Società in cui era anche coinvolta la consorte dell’alto papavero. Un vero servitore dello Stato non può permettersi multiformi attività collaterali. Per questo in assenza di un integrale chiarimento il capo di gabinetto deve dimettersi».

A Garofoli i 5Stelle chiesero di spiegare «dettagliatamente» la questione dei dei 100 milioni in tre anni inseriti nelle bozze del decreto fiscale “tolti dalle tasche dei cittadini” e destinati alla Croce Rossa, oppure di dimettersi da capo di gabinetto del Ministero dell’Economia.

Ad accorgersi di questi finanziamenti era stato il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, il quale aveva analizzato le bozze aggiornate del Decreto Fiscale e aveva notato che nel testo dell’articolo 23, c’erano due commi che riguardavano 84 milioni di euro in tre anni destinati a «Disposizioni urgenti relative alla gestione liquidatoria dell’Ente strumentale alla Croce rossa Italiana».

La norma prevedeva che i 117 milioni di euro l’anno stanziati dal Mef a favore della Croce Rossa fossero da rimodulare per giungere ad una quota annuale significativamente maggiore. Nel decreto, i fondi previsti per l’ente liquidatore si fermavano a 15.190.765 ogni anno per tre anni, mentre con la nuova rimodulazione venivano assegnati alla struttura commissariale, retta da Patrizia Ravaioli, oltre dieci in più.

Alla fine Garofoli rassegnò le dimissioni.

Lannutti ha criticato Garofoli anche oggi, condividendo su Facebook un link ad un articolo di Dagospia su Garofoli, e commentando: «Doveva essere il Governo dei migliori. Non riesco ad immaginare se fosse stato dei “discreti”».

3 COMMENTS

  1. Altro superaccomandato come tutti i burocrati legati alle banche d’affari che stanno uccidendo i paesi, le sovranità e le democrazie nel nome del profitto e dei mercati.

  2. Accuse dei 5 stelle? Finiscono come quelle fatte contro il PD a favore dei bimbi di Bibbiano, Mai col PD mai con quelli di Bibbiano e ora?

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