Morra: «Buone notizie! La Polizia ha arrestato in Spagna il latitante di ‘ndrangheta Giuseppe Romeo»

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«Buone notizie! La Polizia ha arrestato in Spagna il latitante di ‘ndrangheta Giuseppe Romeo!
Giuseppe Romeo, 35 anni, originario di San Luca (Reggio Calabria), inserito nell’elenco dei latitanti piu’ pericolosi, e’ stato arrestato a Barcellona dall’Equipo operativo della Guardia Civil spagnola nell’ambito di un’operazione di polizia resa possibile dalla cooperazione fornita dagli investigatori della Polizia di Stato italiana».

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Così su Facebook il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra.

«Conosciuto con i soprannomi “u pacciu”, “maluferru” o “u nanu”, e’ figlio di Antonio Romeo, 74 anni, alias “centocapelli”, attualmente detenuto a Parma. Colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere e destinatario di un decreto di sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta “European ‘Ndrangheta Connection”, Giuseppe Romeo il 13 novembre 2020 e’ stato condannato dal gup di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione per partecipazione, con ruolo di rilievo, ad un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, detenzione di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori ed auto-riciclaggio. Questo è lo Stato che da fiducia. Grazie a chi ha lavorato perché questo avvenisse», ha concluso Morra.

In un altro post pubblicato da Morra sul social network si legge: «”Promotore, organizzatore e finanziatore dei traffici di cocaina in Europa”, così è considerato dai magistrati della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, guidata da Giovanni Bombardieri che ha coordinato la cattura, Giuseppe Romeo, uno dei latitanti di ‘ndrangheta più importanti fino a ieri.
Romeo aveva lasciato San Luca, la “mamma” della ‘ndrangheta, per trasferirsi in Germania, ove aveva messo su una solida e ramificata organizzazione per la gestione del traffico della cocaina in Europa. Aveva stretto rapporti con alcuni intermediari olandesi e belgi che si occupavano del trasferimento a Milano di consistenti quantitativi di cocaina, anche 50 chili a settimana.
Gli spostamenti dello stupefacente avveniva sempre con l’intermediazione di esponenti delle ‘ndrine calabresi, molti dei quali già condannati per traffico di cocaina».

«E chi non capisce cosa rappresenti il traffico di droga per le mafie, e quanto la ‘ndrangheta abbia acquisito dimensioni transnazionali, per forza sottovaluta l’eccezionale notizia di questa cattura. Forza!» conclude il post.

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