Covid, secondo lo Spiegel in Italia è stata nascosta la verità sui morti

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Errori fatali, verità nascoste, gestione caotica della pandemia: un grande reportage che mette sotto accusa la gestione in Italia della prima drammatica fase della crisi innescata dalla pandemia da coronavirus.

«I documenti mostrano che sono stati compiuti degli errori», i quali sono stati «nascosti» dalle autorità italiane.

“Era possibile evitare questi morti?», si chiede il settimanale amburghese nella sua versione online. Secondo ‘Der Spiegel’ sulle reali dimensioni della crisi c’è stata un’opera di «insabbiamento».

Il settimanale tedesco riporta la vicenda della denuncia collettiva presentata alla Procura di Bergamo da oltre 500 famiglie italiane: «Le accuse sono pesanti. L’Italia avrebbe reagito in ritardo e in modo sbagliato alla pandemia. Il Paese è stato travolto, perché i piani di crisi erano vecchi e pieni di lacune. Gli errori commessi sono stati insabbiati. Per questo sono morte delle persone? Genitori, nonni, coniugi?».

Gli autori del reportage scrivono poi che «l’ex premier Giuseppe Conte ed il suo ministro alla Sanità sono stati già ascoltati, mentre da mesi vengono alla luce nuove omissioni. Da tempo non è più questione di tragici casi singoli, ma di un fallimento generale. E di insabbiamento».

«Da una parte dei documenti emerge che gli esperti avevano avvertito già alla fine di febbraio 2020 che era in corso una epidemia con un tasso di contagio superiore a 2,0, ossia in cui ogni paziente stava contagiando almeno altre due persone. Era un allarme-slavina, che evidentemente non e’ stato ascoltato», fanno sapere gli autori del servizio, dichiarando di aver avuto accesso ai documenti.

Secondo lo Spiegel, «troppi pazienti dal decorso leggero hanno preso il posto ad ammalati gravi, con la conseguenza che i medici si sono trovati a combattere una battaglia persa in partenza».

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