Stato di emergenza, Buffagni (M5S): ‘Smascherata l’ipocrisia di Meloni e Salvini su Conte’

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“Ricordate tutto il fango che Salvini e Meloni gettarono addosso a Giuseppe Conte quando un anno fa, in piena pandemia, propose la proroga dello stato d’emergenza?”.

Così Stefano Buffagni in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook.

A luglio scorso infatti, il leader della Lega aveva dichiarato: “Chi pensa di protrarre lo stato di emergenza è in mala fede, non ama l’Italia e fa un danno economico devastante. Sarebbe un attacco alla democrazia, all’economia, e al lavoro degli italiani senza precedenti”.

La Meloni invece, aveva sostenuto che lo stato di emergenza serviva per “consolidare il potere, perché lo stato di emergenza vi consente di fare quello che volete senza regole e controlli. È da pazzi e irresponsabili presidente Conte”.

In questi giorni dopo che Draghi ha annunciato di voler fare la stessa identica cosa, hanno reagito diversamente, e il Vice Ministro dello Sviluppo Economico, ha domandato: “Io inizio ad essere un po’ disgustato, e voi?”.

Guarda il video:

Stato d’emergenza, Furore (M5S): ‘Travaglio smaschera Salvini e Meloni’

“Ascoltate Marco Travaglio. Ancora una volta il direttore de il Fatto Quotidiano solleva un tema giusto: l’ipocrisia (o, peggio, l’ignoranza) di Salvini e di Giorgia Meloni nei confronti della crisi dettata dal Covid e lo stato di emergenza”.

Lo ha scritto Mario Furore in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, riferendosi all’intervento di Travaglio a Tagadà in onda su La7, in merito alle dichiarazioni di Salvini sullo stato d’emergenza.

“Salvini – ha ricordato Travaglio – nel luglio scorso diceva che era la dittatura sanitaria. La Meloni sembrava un’indemoniata nel Parlamento quando si trattò di prorogarlo e non c’era un solo vaccinato. In realtà, se questi signori studiassero, saprebbero che lo stato di emergenza non modifica di un millimetro i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, ma serve soprattutto a mantenere i poteri in deroga della struttura commissariale, che all’epoca era in mano ad Arcuri e oggi è in mano al generale Figliuolo”.

“Se sparisce lo stato di emergenza, sparisce il commissariato e sparisce Figliuolo. La dittatura o la democrazia non c’entrano niente, i Dpcm o i decreti non c’entrano niente con lo stato di emergenza” ha ribadito il giornalista.

Il deputato M5S del Parlamento Europeo, ha quindi sottolineato: “Quando nel 2020, il nostro Giuseppe Conte era Presidente del Consiglio, entrambi i leader di centrodestra smaniavano per interrompere il prolungamento dello stato di emergenza” ma “oggi il capo della Lega diventa improvvisamente dialogante, non più oltranzista. Sono come sempre in malafede, non ci sono altre definizioni”.

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