Ghannouchi al Corriere: ‘Se l’Italia non ci aiuta a ritrovare la democrazia, decine di migliaia di migranti pronti a partire’

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Migranti-Libia
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“Siamo tutti sulla stessa barca. Noi tunisini, l’Europa, in particolare voi italiani. Se in Tunisia non sarà ripristinata la democrazia al più presto, rapidamente scivoleremo nel caos. Potrà crescere il terrorismo, la destabilizzazione spingerà la gente a partire, in ogni modo. Oltre 500.000 migranti tunisini potrebbero cercare di raggiungere le coste italiane in tempi molto brevi”.

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Così ha detto l’ottantenne Rashid Ghannouchi, leader del partito islamico Ennahda, in un’intervista al Corriere della Sera, a proposito della tempesta politica innestata domenica scorsa dal presidente Kais Saied con la scelta di dimettere il governo e congelare il parlamento per almeno 30 giorni.

Sulla mossa del presidente Saied, ha affermato: “rifiutiamo tutte le sue decisioni. Ha commesso errori gravissimi, un colpo di Stato, ha agito contro la costituzione. Un fuorilegge che vorrebbe riassumere in sé i tre poteri: esecutivo, legislativo e giudiziario”.

“Resisteremo con tutti i mezzi pacifici e legali. Lotteremo per il ritorno della democrazia. Lui deve capire che il parlamento deve tornare al centro dei meccanismi decisionali dello Stato” ha assicurato Ghannouchi.

Non ha ancora avuto contatti con lui, “ma ci proverò” ha fatto sapere, spiegando che “l’impasse può ancora venire risolta con il dialogo. In ogni caso, gli va detto che ogni suo governo o premier da lui designato deve essere legittimato dal parlamento attuale. Non c’è altra via”.

In merito al fatto che la gente accusa Ennahda e gli altri partiti di essere corrotti e di avere causato la crisi economica e il fallimento sanitario contro il Covid, ha detto: “accuse senza fondamento. È stato lo stesso Saied a scegliere l’anno scorso Hichem Mechichi, il premier appena licenziato, noi non avevamo alcun ministro nel suo gabinetto. Abbiamo accettato di sostenerlo solo per evitare un vuoto di governo. Non abbiamo alcuna responsabilità nella gestione degli affari economici e nel collasso della sanità”.

“Occorre che il vostro governo, assieme all’Europa, – ha sostenuto – ci aiuti a restaurare la democrazia e la nostra sovranità. Avete gli strumenti per farlo. Servono le vostre pressioni diplomatiche sul presidente Saied e sul suo entourage. Tutti assieme dobbiamo assolutamente impedire che l’anarchia e la violenza investano la Tunisia”.

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