Reddito di cittadinanza, Tridico: «Due terzi dei percettori (bambini, anziani, disabili) non avevano mai lavorato»

E quanto alla polemica sugli stagionali, è stata «smentita dai dati», ha sottolineato il numero uno dell'Inps

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«Prima che entrasse in vigore il reddito di cittadinanza, la carriera contributiva dei 2/3 dei percettori (bambini, anziani, disabili) era zero, non avevano mai lavorato».

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Lo ha detto il presidente dell’Inps Pasquale Tridico a ‘Futura’, la tre giorni organizzata dalla Cgil a Bologna.

Intervistato nei giorni scorsi da Rainews, Tridico aveva spiegato: «Il reddito di cittadinanza è un reddito minimo, un dividendo sociale è una pietra miliare del welfare avanzato. Il reddito medio è di 550 euro. Penso ci sia stato un grosso equivoco che fosse 780 euro a persona. Sono pochissime le persone che ricevono 780 euro. Questa estate abbiamo ascoltato una polemica del tutto inesatta e fuori luogo sul fatto che non si trovassero stagionali. Era completamente smentita dai dati. Quest’anno abbiamo assunto più lavoratori stagionali che negli ultimi 10 anni. Solo a giugno 150 mila».

Fra i problemi ‘pensionistici’ dei giovani, c’è quello di «entrare tardi nel mondo del lavoro perché per fortuna studiano», ha detto il numero uno dell’Inps: perciò «permettiamo il riscatto gratuito della laurea a fini pensionistici» per incentivarli nei loro studi. Tridico ha poi sottolineato «la necessità di una ‘pensione di garanzia’» che fissi una soglia «al di sotto della quale non sarebbe dignitoso» vivere dopo l’uscita dal mondo del lavoro.

Tridico ha anche proposto di «focalizzare gli incentivi alle assunzioni» sulle categorie donne, giovani e sud perché «è intollerabile che solo il 20% di donne lavori in certe regioni al Sud».

Per il presidente dell’Inps è necessaria anche una «decontribuzione piena per la donna che torna al lavoro dopo la maternità» anche per combattere il fenomeno delle «dimissioni in bianco che sono stimate in 30-40 mila all’anno».

«Oggi sono oltre 2 milioni i lavoratori che lavorano a 6 euro l’ora lordi. Ci sono rider che corrono e fanno incidenti anche mortali e guadagnano 4 euro l’ora. Questo non è tollerabile. Non è tollerabile in un’economia avanzata», secondo Tridico.

«L’idea di introdurre un salario minimo non è contro il sindacato, anzi è completamente integrato. Io sono consapevole della necessità nel nostro paese di una legge sulla rappresentanza e sul fatto che la contrattazione a quel punto debba valere erga omnes. Al di sotto di un certo livello, però, lo Stato dice ‘non si può lavorare, non è dignitoso lavorare», ha affermato ancora Tridico, che ha proseguito: «Laddove è stato introdotto, la letteratura economica dimostra che ci si è spostati su produzioni e frontiere produttive più adeguate. Il salario minimo su un livello adeguato spinge investimenti capital intensive, cioè spinge le imprese a scegliere strategie di investimenti che sfruttino maggiormente il capitale e l’innovazione piuttosto che il lavoro a basso costo e questo porta incrementi di produttività».

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