Il vicequestore no green pass Schilirò: «Il mio gesto non è servito a nulla»

3
5058
Pubblicità

«La verità è che il mio gesto non è servito a nulla. La maggior parte sa solo giudicare e vuole che gli altri cambino per lui le cose, mentre lui se ne sta tranquillo a farsi i propri interessi. La paura regna sovrana e la notte è appena iniziata».

Pubblicità

È quanto si legge in un lungo post Facebook del vicequestore Nunzia Alessandra Schilirò, il vicequestore ormai noto per il suo intervento contro il Green pass a piazza del Popolo, dirigente nazionale per le pari opportunità.

Il giorno dopo i tafferugli di Roma, Schilirò ha scritto sul social network:

«Per una volta, per un minuto soltanto, mettiti nei miei panni. Ti scrivono e ti chiamano diversi colleghi e ti dicono di essere stati aggrediti da quel popolo che tu hai difeso, chiedendoti di fare un gesto di solidarietà nei loro confronti. Lo fai, perché indossi la loro stessa divisa e perché la violenza è sempre intollerabile. Poi, scopri che alcuni manifestanti sostengono la stessa identica tesi dei tuoi colleghi, soltanto al contrario. Che fai? A ogni respiro senti la tristezza che ti pervade da ogni parte e allora esprimi la stessa solidarietà e vicinanza ai manifestanti feriti.

«Per quelli che ti osannavano e ti credevano amica, sei diventata in un secondo una nemica, un’infiltrata e perché? Perché hai espresso rammarico e affetto nei confronti di tutti coloro che si sono trovati in mezzo a scene di guerriglia, colleghi compresi. È bastato questo per farmi comprendere quanto siamo divisi e come siamo già caduti nella trappola. Il mio messaggio non lo deve aver compreso nessuno. Figuriamoci se possono capire che persona sono, penso. Volete che io provi odio nei confronti dei poliziotti o dei manifestanti. Non avete capito che io amo! E amo tutto il mio Paese. Per me in piazza non c’erano casacche diverse, solo gente che si fa la guerra e, ancora una volta, perde di vista l’obiettivo, che dovrebbe essere unico per tutti», si legge ancora nel post.

«Che cosa avevo raccomandato agli amici fino a sabato mattina? Appena senti aria di provocazione, vai via! Rifuggi ogni scontro. Non possiedo doti divinatorie, perciò non chiedetemi chi abbia iniziato o chi abbia torto o ragione. A cosa serve giudicare? So soltanto che non è questa la via. Sinceramente non consiglierei a nessuno di stare nei miei panni in questa situazione. Troppi mi tirano per la giacchetta e io sarei voluta scappare in un altro mondo il 25 sera! Invece in tantissimi mi hanno chiesto di restare ‘perché il sistema si cambia dall’interno’ e io ho accettato. Ogni mattina, però, in ufficio, ci sono io e vi assicuro che stare in guerra sola contro tutti ogni giorno della mia vita non è facile! In tantissimi mi dicono che non sono sola, ma in realtà io sono sola», prosegue il post.

«Quanti colleghi hanno detto pubblicamente almeno mezza frase di una di quelle che ho pronunciato io? Nessuno. Quanti mi sono accanto quando mi negano le ferie o mi notificano un nuovo procedimento disciplinare? Nessuno. Quanti mi hanno detto di non preoccuparmi perché saremo in tanti a non entrare in ufficio il 15? Nessuno. Quanti hanno compreso davvero le mie parole? E allora mi domando che senso ha farmi sospendere e fare la martire prima del tempo, quando la maggior parte dei miei colleghi e degli italiani si farà il greenpass come se niente fosse? Perché io devo sopportare procedimenti disciplinari, angherie e l’angoscia di non avere più uno stipendio e di non sapere se troverò un lavoro che mi permetterà di mantenere la mia famiglia, quando (quasi) tutti gli altri stanno comodamente sul divano e non fanno niente? Se dico ‘che mi caccino’, la maggior parte risponde ‘no, ti prego, devi restare perché il sistema si cambia solo dall’interno!’. Se allora faccio un gesto per restare, i più mi attaccano perché mi dicono che no, non dovevo farlo! Quindi, decidete, devo restare o devo andare? E qualcuno si è chiesto che cosa vorrei io? Io sono solo un essere umano che cerca di fare ciò che ritiene giusto. Non sono un mito. Non sono un simbolo. Non sono un’eroina. Non sono per tutti. Sono solo una piccola donna – conclude – che ha avuto una vita difficile e che per questo, forse, cerca di renderla più leggera agli altri. La verità è che il mio gesto non è servito a nulla. La maggior parte sa solo giudicare e vuole che gli altri cambino per lui le cose, mentre lui se ne sta tranquillo a farsi i propri interessi. La paura regna sovrana e la notte è appena iniziata», ha concluso.

Pubblicità

3 Commenti

    • …e…. tu e tutti gli altri come te, non fanno un tubo, perché hanno il coraggio della paura o paura del coraggio, tanto è la stessa cosa.

  1. A militare si diceva “”gli ordini si eseguono e non si discutono””Vero che occorre chi pianifica per coordinare ma prima si fanno i piani di battaglia, si guardano le varie possibilità . In tempo di pace una divisa non può essere come un bavaglio , siamo in un paese democratico e ogni persona ha diritto di esprimersi.Chi sa fare il proprio lavoro fa rispettare la legge anche se non à d’accordo ci penserà la magistratura a condannare o assolvere ma lasciate il mio pensiereo libero

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui