Dimesso dall’ospedale, muore dopo cinque giorni: due medici indagati per omicidio colposo

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La procura di Venezia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario per il decesso di Mario Valerio, ex dipendente comunale di Noventa di Piave.

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L’uomo infatti si era presentato al pronto soccorso per via di un forte dolore al petto, ma secondo i medici si trattava di un dolore epigastrico. In un’ora e mezzo è stato rimandato a casa, ma cinque giorni dopo è morto.

Il pm Paola Tonini ha iscritto nel registro degli indagati due dottori: il medico del pronto soccorso di San Donà di Piave che lo aveva seguito, 63 anni, di Caorle, e il suo medico di base, 66 anni, di Meolo, che gli era stato assegnato da pochi mesi, infatti non lo conosceva di persona. È stata anche disposta l’autopsia, prevista per martedì 19 ottobre.

Valerio, in pensione da tre anni dal lavoro in municipio e per anni presidente del Gruppo Micologico Sandonatese e coordinatore dei Gruppi micologici della regione Veneto, il 7 ottobre, alle 9.30, era tornato a casa dopo la solita passeggiata con il cane manifestando un forte dolore al petto – «Ho sentito una specie di esplosione» aveva detto alla moglie -, gli mancava il respiro e sentiva dolore anche alla schiena, al collo, alle mascelle e al volto. La moglie lo ha portato al pronto soccorso di San Donà. L’uomo è giunto in accettazione alle 13.24, con codice arancione, ed è stato sottoposto ad accertamenti, tra cui l’elettrocardiogramma e il controllo della saturazione, «ma il medico che l’ha visitato ha escluso si trattasse di scompensi al cuore, valutando a norma i parametri relativi all’attività cardiaca, e alle 14.57 l’ha dimesso con la diagnosi di “epigastralgie”, prescrivendogli una terapia con un farmaco gastroprotettore e rinviandolo al medico curante per un esame per la ricerca di batteri Helicobacter pylori», spiegano i legali di Studio 3A, che assistono la famiglia della vittima.

«Valerio ha subito contattato il suo medico di famiglia che gli ha raccomandato telefonicamente di continuare la terapia, fissandogli un appuntamento per venerdì 15 ottobre e invitandolo eventualmente a richiamarlo nel caso in cui i dolori persistessero – fanno sapere gli avvocati – ma il paziente nello studio del suo dottore non ha fatto a tempo ad arrivarci. Alle 10 di sera di martedì 12 ottobre, la moglie, rientrando a casa dopo aver portato fuori il cane, ha sentito il marito che rantolava in salotto: era incosciente e non respirava. Inutili i tentativi di rianimarlo».

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1 commento

  1. Quando avvengono questi gas dallo stomaco, l’ho provato, si sta veramente male e potrebbe essere scambiato per un problema al cuore, comunque nel caso di questa persona morta, avrebbe dovuto restare in ospedale e controllare meglio la sua situazione, credo che restandoci, forse qualche esame in più che potesse scoprire la vera causa di questi forti doloro che l’uomo aveva.

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