Schilirò: «Non possiamo criminalizzare i poveri portuali perché hanno fatto un gesto meraviglioso, poi hanno raddrizzato il tiro»

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Nunzia Schilirò, la vicequestore no green pass sospesa nei giorni scorsi, torna a parlare. E lo fa con un audio pubblicato sul suo canale Telegram.

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La trascrizione del messaggio vocale è stata riportata dal quotidiano online ‘Open’: «Non possiamo criminalizzare i poveri portuali perché hanno fatto un gesto meraviglioso, poi hanno raddrizzato il tiro. Io, però, al loro posto avrei fatto un comunicato in cui avrei detto ‘pensavamo di andare a oltranza ma abbiamo una famiglia da mantenere e non possiamo stare stipendio’. Insomma, avrei spiegato ma ognuno, poi, fa come vuole. Semplicemente vorrei conoscere le motivazioni che li hanno spinti a cambiare idea, a fare comunicati contraddittori», afferma Schilirò.

E ancora: «I portuali avevano detto che non sarebbero andati al lavoro fino a quando il Green pass non sarebbe caduto. Ora dicono, invece, che andranno al lavoro […] Ognuno lotta come può, non dobbiamo aspettarci niente dagli altri».

Poi la poliziotta dice: «Io sono salita su quel palco con la consapevolezza che fossi sola, sapevo che avrei pagato, che sarei andata incontro a quelle conseguenze. Non ne potevo più di tacere, mi sarei ammalata, sono salita su quel palco per me stessa».

Questo – continua Schilirò – «è uno dei momenti storici più gravi e preoccupanti di tutta la storia dell’umanità. Viviamo in un’epoca di censura. Viene censurato chiunque dica qualcosa che contrasta con la narrazione ufficiale».

Intervistata la settimana scorsa a ‘Non è l’Arena’, la vicequestore ha fatto sapere che ha «un certificato che mi potrebbe far avere l’esonero vaccinale, ma per me il green pass è inconcepibile». Nel corso dell’intervista il conduttore della trasmissione, Massimo Giletti, le ha ricordato: «Maurizio Gasparri ha detto che lei dovrebbe essere radiata perché non doveva salire sul palco a manifestare contro il Green Pass. Ora lei è su una strada». L’ex vice-questora ha ribattuto: «Il discorso è che io ero una libera cittadina, anche quando sono entrata in polizia. Non mi hanno detto che non avrei più potuto dire qualcosa di difforme rispetto alla Costituzione. Poi sono stata sospesa in via cautelare, significa che sono stata paragonata ai colleghi condannati con sentenza definitiva per il G8 di Genova. Significa che sono molto pericolosa…«. E ancora: «Essere liberi e non ricattabili, evidentemente, significa essere pericolosi». Oltre a bollare la manifestazione no-Green pass dello scorso sabato come».

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1 commento

  1. I PORTUALI ANTI GREEN PASS‘ PENSAVANO DI ANDARE AD OLTRANZA MA SONO STATI OBBLIGATI A CAMBIARE IDEA. – HANNO UNA FAMIGLIA DA MANTENERE E NON POSSONO STARE SENZA STIPENDIO. – SI TRATTA SEMPLICEMENTE DI ESSERE STATI OBBLIGATI DAL “RICATTO GOVERNATIVO” . – LEBERTA? – DEMOCRAZIA? – NO! – QUESTA E’ DITTATURA !!!

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