Di Battista: «L’Unicredit di Orcel e Padoan comprerà MPS a patto che lo Stato la ripulisca ancora con denaro pubblico»

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«Lui è Andrea Orcel, l’AD di Unicredit. C’è chi lo chiama il “banchiere di Dio” per via dei suoi rapporti con il Vaticano e con l’Opus Dei e chi il “Cristiano Ronaldo” della finanza per le sue capacità e, probabilmente, per il conto in banca. In queste ore Orcel, insieme a Padoan (Presidente di Unicredit nonché il ministro dell’economia che diede a MPS oltre 5 miliardi di denaro pubblico nel 2016) stanno pressando il governo italiano affinché metta altri soldi in MPS prima dell’acquisto dell’antica banca senese da parte di Unicredit».

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Così in un post su Facebook pubblicato nei giorni Alessandro Di Battista, condividendo la foto di Orcel.

«Mentre si discute se pagare o meno i tamponi per i lavoratori senza Green Pass (io, assolutamente PRO-VAX – anzi consiglio a tutti di vaccinarsi come avviene anche in paesi che nulla hanno a che vedere con big-pharma – sono sempre più scettico verso il GP per i lavoratori non comprendendo perché si attui una tale discriminazione a fronte di una campagna vaccinale che ci dicono sia ottima e soprattutto in virtù del fatto che in nessun Paese del mondo occidentale si è deciso di attuare una misura del genere) sappiate che dalle nostre tasche stanno per uscire cifre inaudite per permettere il matrimonio Unicredit-MPS, l’ennesima fusione, l’ennesimo accentramento di potere, stavolta finanziario. Il ministero dell’economia, infatti, sta pensando addirittura ad un nuovo aumento di capitale per MPS. Il tutto per coprire soprattutto gli esuberi. In pratica l’Unicredit di Orcel e Padoan comprerà MPS a patto che lo Stato la ripulisca ancora con denaro pubblico occupandosi, di fatto, degli esuberi, ovvero di centinaia (forse migliaia) di dipendenti MPS che Unicredit non vuole. MPS è stata spolpata dalla politica (soprattutto dal PD) e da una serie di scelte scellerate. Una su tutte l’acquisto ad un valore folle di Antonveneta», ha spiegato Di Battista.

«Ebbene dovete sapere due cose. La prima è che quell’acquisto venne avallato da Mario Draghi quando l’altissimo era a capo di Bankitalia. La seconda è che un altro regista di quell’acquisto (l’inizio del crac di MPS) fu proprio Andrea Orcel il quale, nel 2007, guidava la divisione global markets & investment banking di Merrill Lynch e grazie a quel ruolo si dedicò alla vendita di Antonveneta prima a Santander (a 6,6 miliardi di €) e poi – circa un mese dopo – a MPS ad un prezzo decisamente superiore (9 miliardi di euro). Orcel fu il mediatore tra Emilio Botin (numero 1 di Santander, legatissimo all’Opus Dei e all’epoca in cerca di liquidità per acquistare Abn Amro) e Giuseppe Mussari, ex-Presidente di MPS condannato nel 2019 a 7 anni di carcere per aver “truccato” i conti di MPS proprio per coprire i buchi provocati dall’operazione Antonveneta. Credo che il primato della finanza sulla politica sia il principale male del nostro tempo. E’ la causa principale di reati ad altissima pericolosità sociale, di una vergognosa promiscuità tra politici e banche, di una perdita di denaro pubblico senza precedenti. Eppure gli “intellettuali” e la gran parte dei giornaloni nostrani evita accuratamente di denunciare tali oscenità. Meglio fossilizzarci su Forza Nuova (neo-fascisti pericolosi, utili al sistema che vanno processati per ciò che hanno fatto e condannati al più presto). Più registro il silenzio della politica e dei media (salvo eccezioni) di fronte agli scandali finanziari e più penso che certi anti-fascisti di oggi non li avremmo visti sulle montagne a sparare con i partigiani ma a Piazza Venezia ad applaudire il Duce. E David Rossi è morto di freddo…» ha concluso.

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3 Commenti

  1. E ora che abbiamo scoperto tutto questo mi sapete dire i rimedi che dovremmo adottare,x se l’esposizione dei fatti e gli imbrogli che questi signori si apprestano a deturpare i fondi e l’opinione pubblica,la cosa resta come sempre lettera morta e ancor più a deupaperare la nostra democrazia e le povere casse statali…!

  2. ecco a cosa serviranno i miliardi che Conte è riuscito a farsi dare dall’Europa a finanziare i giochetti dei potenti e dei ladruncoli

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