Voghera, legali famiglia Youns: «Sabato mattina il pm ha chiesto la revoca della custodia cautelare degli arresti domiciliari per Adriatici»

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«Per legge il periodo in cui Adriatici può essere agli arresti domiciliari con questo capo d’imputazione, ovvero eccesso colposo di legittima difesa, è di tre mesi, e il termine scade il 20 ottobre».

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È quanto hanno dichiarato i legali della famiglia di Youns El Boussettaoui, il 39enne ucciso da un colpo d’arma da fuoco sparato dall’ex assessore comunale alla Sicurezza di Voghera Massimo Adriatici.

«Sabato mattina il pubblico ministero ha chiesto la revoca della custodia cautelare degli arresti domiciliari per Adriatici – hanno dichiarato a Fanpage.it i due avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli – il pm infatti non ha fatto richiesta di rinvio a giudizio entro tre mesi perché l’imputazione non ha voluto cambiarla, nonostante l’incidente probatorio, nonostante i proiettili fossero vietati dalla legge, e nonostante Adriatici fosse sulla scena del crimine come se niente fosse, parlando con carabinieri e testimoni».

Se il capo d’imputazione fosse stato cambiato in omicidio volontario infatti, il termine per la misura cautelare sarebbe stato di un anno e non di tre mesi. I legali però annunciano che hanno scritto «una memoria, che depositeremo domani mattina alle nove, dove chiediamo che Adriatici venga sottoposto a divieto di dimora a Voghera e che abbia almeno l’obbligo di firma quotidiano, stante la possibilità di inquinare le prove».

«Il 13 ottobre vado in Procura e il pm, con un atto assolutamente arbitrario ponendosi fuori da qualsiasi dialettica procedimentale – ha spiegato Romagnoli – ha negato l’accesso a questi atti, dopo avermi fatto aspettare due ore. Il 13 stesso scrivo una diffida ad adempiere all’ordinanza del gip – ha aggiunto Piazza – il 14 ottobre mattina andiamo di persona alla Procura generale di Milano e il 14 pomeriggio arriva una e-mail dove viene detto che il giorno dopo saremmo potuti andare a prendere il video». Secondo i legali: «È stato creato un disagio alla difesa perché potevamo avere questi video il 13 e invece li abbiamo potuti avere solo il 15», ha concluso Romagnoli. In merito al video acquisito, agli avvocati hanno precisato: «Il nostro consulente lo sta ancora valutando».

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1 commento

  1. Omicidio volontario ?Dopo un cazzotto e steso a terra chi non si sarebbe difeso con qualsiasi cosa avesse avuto tra le mani? Le pallottole vietate sembra che non lo fossero

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