‘Ndrangheta e traffico di rifiuti, arrestato anche l’ex senatore di Fi Pittelli: è accusato di concorso esterno

1
5701
arrestato-carabiniere
Pubblicità

L’ex senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli è tra gli arrestati dell’inchiesta “Mala pigna” sul traffico di rifiuti coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria.

Pubblicità

Pittelli, avvocato, già imputato nel maxiprocesso Rinascita-Scott della DDa di Catanzaro è accusato anche in questo caso di concorso esterno in associazione mafiosa. L’ordinanza gli è stata notificata nella sua abitazione dove si trovava agli arresti domiciliari. Dopo le formalità di rito, l’ex parlamentare forzista sarà accompagnato nella casa circondariale.

Riporta Ansa.it che «ventinove misure cautelari personali, diverse delle quali rivolte ad esponenti apicali della ‘ndrangheta, e il sequestro di cinque aziende di trattamento rifiuti tra Calabria e Emilia Romagna sono state eseguite dai carabinieri del Gruppo forestali e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell’ambito di una inchiesta della Dda reggina. Gli indagati sono accusati, a vario titolo di, associazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti ed altri reati ambientali al termine di una indagine condotta dal Nipaaf, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri Forestali».

«Tra persone fisiche e società, sono in tutto 44 gli indagati. Per quanto riguarda Pittelli, secondo la Dda era “uomo politico, professionista, faccendiere di riferimento avendo instaurato con la ‘ndrangheta uno stabile rapporto ‘sinallagmatico’”. Questo rapporto, per i pm, era “caratterizzato dalla perdurante e reciproca disponibilità”. Pittelli avrebbe garantito “la sua generale disponibilità nei confronti del sodalizio a risolvere i più svariati problemi degli associati, sfruttando le enormi potenzialità derivanti dai rapporti del medesimo con importanti esponenti delle istituzioni e della pubblica amministrazione”. Secondo gli investigatori, infatti, l’ex senatore Pittelli aveva “illimitate possibilità di accesso a notizie riservate e a trattamenti di favore”. Per questo “veicolava informazioni all’interno e all’esterno del carcere tra i capi della cosca Piromalli detenuti in regime carcerario ai sensi dell’articolo 41 bis”. I boss che avrebbero usufruito del rapporto con Pittelli sono Giuseppe Piromalli detto “Facciazza” e il figlio Antonio Piromalli reggente della cosca», fa sapere l’Ansa.

Pubblicità

1 commento

  1. per i danni ecologici e ambientali causati in questa italietta non pagherà effettivamente mai nessuno, condannare alla galera l’inquinatore non rispristinerà lo stato naturale dei luoghi tantomeno l’eventuale danno alla salute dei cittadini.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui