Francia: bonus di 100 euro per la benzina a chi guadagna meno di 2000 euro al mese

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Il premier francese, Jean Castex, intervenendo giovedì scorso al TG delle 20:00 di TF1, ha annunciato alla nazione un aiuto governativo di 100 euro per consentire alle classi medie di far fronte agli aumenti del costo della benzina, che in Francia stanno toccando livelli record. 

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Ha assicurato inoltre che il prezzo del gas verrà “bloccato” per tutto il 2022. L’indennità di 100 euro sarà destinata ai francesi che guadagnano meno di 2.000 euro netti al mese. 

Il bonus sarà pagato senza che sia richiesta alcuna azione, non sarà soggetto a contributi previdenziali o imposte sul reddito. Il dispositivo sarà rivolto ai “lavoratori”, “che hanno bisogno della propria auto per andare al lavoro” ma anche ai “lavoratori autonomi, disoccupati in cerca di lavoro e pensionati” fa sapere Castel. Riguarderà un totale di circa 38 milioni di persone. Una misura “automatica, giusta ed efficiente”, perché “l’85 per cento dei francesi possiede un’auto”, ha osservato il premier, ricordando che l’inflazione non riguarda “solo la benzina” . La cifra di 100 euro è stata calcolata in base al “costo aggiuntivo per un lavoratore che percorre 14.000 km all’anno”, ovvero 80 euro, “più inflazione su altri beni”.

Le nuove rilevazioni Mise fissano a 1,733 euro al litro il prezzo medio della benzina, e il gasolio che raggiunge quota 1,593 euro/litro. Assoutenti, fa sapere che l’aumento riguarda anche il metano, i cui prezzi in molti distributori superano la soglia di 2 euro al kg e raggiungono un record storico.

“L’andamento dei listini dei carburanti rappresenta oramai una emergenza, con benzina e gasolio che costano oggi oltre il 20% in più rispetto ad inizio anno – ha dichiarato il presidente Furio Truzzi – A tale situazione si aggiunge l’allarme Metano, con i listini ai distributori raddoppiati e prezzi che superano in molte zone d’Italia i 2 euro al kg. Un danno enorme per i consumatori che oltre a pagare di più i rifornimenti alla pompa, subiscono effetti diretti sui prezzi al dettaglio, che aumentano a causa dei maggiori costi di trasporto”.

“Di fronte a quella che è a tutti gli effetti una emergenza, chiediamo al Governo di intervenire con urgenza, tagliando la tassazione che vige sui carburanti in modo da contenere la crescita dei listini e limitare gli effetti indiretti del caro-benzina sui prezzi dei prodotti trasportati e sui costi per industria e imprese. È assurdo che oggi su ogni litro di benzina acquistato dai consumatori, 1,04 euro se ne vanno in tasse a causa di accise anacronistiche che non sono state mai abbattute e continuano a pesare sulla collettività” ha concluso Truzzi.

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